IL MONDO VIVENTE

Giulio Mozzi

Collana Gialla Oro edita da LietoColle e Fondazione pordenonelegge.it


Giulio Mozzi
IL MONDO VIVENTE
Nel 1937 il fratello mio padre
fu malato a lungo.
Allora abitavano a Udine.
Mio padre fu mandato dalla nonna, a San Daniele,
perché fosse più tranquillo.
La cartolina ha la data del sei aprile, 1937,
XV anno dell’era fascista:

«Cara mamma, Ho ricevuto la tua cartolina. Ho piacere di vedere che tu non ti sei dimenticata di me Io vado a scuola ogni giorno e faccio abbastanza bene. Le giornate mi sembrano molto lunghe ad andare due volte al giorno a scuola. Sono contento di essere qui su perché si va a scuola. Io avevo molto torto a non voler venire perché quella di S. Daniele sono scuole come quelle di Udine. Ài detto a Don Giulio perché io sono assente? Tanti saluti e auguri, tuo figlio Carlo».

Aveva nove anni e queste parole, scritte,
sono arrivate fino a me.
(E, attraverso, questo libro, a voi).

(Nel gennaio del 2019, nel Neues Museum di Berlino, sezione egizia, in una vetrinetta, vidi un giocattolo: un piccolo coccodrillo di legno, con la bocca articolata. Ero circondato da sarcofagi fastosi e statue di pietra di faraoni potenti, e pensai alle mani del padre di quel bambino, che avevano lavorato il legno per fabbricare il giocattolo; e alle manine del bambino, che ci aveva giocato. Ecco cos’era rimasto, di tanto amore; ecco quant’era resistente, quell’amore).