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pordenonelegge 2022: il via da Praga

9 settembre 2022

Doveva essere un incontro intensamente proiettato “sull’uscio della storia”, così come si prospetta la 23^ edizione di pordenonelegge, il festival in programma dal 14 al 18 settembre, che ha quest’anno la spiga di grano tatuata sulla sua immagine. E la storia, ieri sera all’Istituto Italiano di Cultura a Praga, ha fatto irruzione prepotentemente, portando un annuncio epocale, quello della morte della Regina Elisabetta. Ma le emozioni, ben prima di questa notizia memorabile, non erano mancate nel corso del dialogo intrecciato fra storia e attualità, sul filo rosso di “Praga mito, Praga realtà. Incroci della memoria tra storia e letteratura”, protagonisti l’autore, traduttore e direttore esecutivo della Biblioteca Vaclav Havel, Michael Žantovský, e lo scrittore italiano Emanuele Trevi. Un evento fortemente voluto da Fondazione Pordenonelegge e dal suo Presidente, Michelangelo Agrusti, personalmente legato alla città di Praga, a Vaclav Havel e agli anni di riconquista della democrazia e della libertà. Dopo il saluto portato dal Vice Ministro della Cultura della Repubblica ceca Ondřej Chrást, hanno introdotto l’incontro il neo-direttore dell’IIC Praga Fabrizio Iurlano e il direttore artistico di pordenonelegge, Gian Mario Villalta. Il Direttore Iurlano ha innanzitutto ringraziato la Fondazione Pordenonelegge e i relatori dell’incontro, annunciando l’upload, sul sito dell’IIC Praga in formato e-book, del racconto di Emanuele Trevi “Praga 1990. Il cammino della speranza”, in lingua italiana con traduzione ceca. Un dono – ha spiegato Iurlano - che tutti gli amanti della cultura potranno liberamente stampare o scaricare sui propri dispositivi». Proprio dalla storia ha preso le mosse il dialogo dell’Anteprima di pordenonelegge: quella rievocata dal Presidente di Fondazione Pordenonelegge Michelangelo Agrusti, habituée nella sede dell’IIC della capitale ceca in un tempo centrale per la rinascita della nazione, fra il 1988 e il 1990, «frequentando gli ambienti di quella che sarebbe diventata la Rivoluzione di velluto e avendo il piacere di lavorare con gli attivisti di Charta 77, proprio mentre Vaclav Havel era incarcerato. Ho visto la straordinaria trasformazione di Praga e della Repubblica ceca – ha ricordato Agrusti – e l’affermarsi di una democrazia piena: nessuno credeva in quell’anno straordinario che la storia sarebbe andata così veloce. Proprio nel ricordo di quel tempo, quando la storia si ripete, è importante che un festival letterario progettato sull’uscio della storia trovi ispirazione in quella generazione di poeti, scrittori, uomini e donne di pensiero che hanno saputo cambiare la storia e riconquistare la libertà per il loro popolo. Nel 2022 l’Europa non si è voltata dall’altra parte, ma ha deciso di affiancare l’Ucraina – ha sottolineato il Presidente Agrusti. E da Praga pordenonelegge prende avvio per lanciare un intero anno di eventi musicali, culturali e cinematografici, che nella città di Pordenone proseguiranno, dopo il festival, già dal mese di ottobre».

Realizzato in collaborazione con il Centro Ceco di Milano, l’evento di Anteprima di pordenonelegge 2022 ha trovato l’importante sostegno di Friulovest Banca, rappresentata a Praga dal Presidente Lino Mian, orgolgioso che: «una banca di comunità sia al fianco di eventi che proiettano la città e la provincia di Pordenone in ambito internazionale». 

Come ha evidenziato il direttore artistico di pordenonelegge Gian Mario Villalta, il dialogo intorno a Praga immediatamente evoca un autore di riferimento come Angelo Maria Ripellino, insieme alle suggestioni e alle atmosfere del suo “Praga magica”. Così come ci porta a ricordare Franz Kafka e quella sua “Lettera al padre” che suggerisce una chiave di lettura intergenerazionale per questa Europa in balia di cambiamenti repentini.  Ecco dunque un grande testimone e protagonista del cambiamento, Michael Žantovský, erede spirituale di Vaclav Havel e suo portavoce negli anni del mandato a  Presidente della Repubblica: «Praga resiste nelle sue esperienze – ha dichiarato Žantovský  - che variano a seconda del periodo storico e della percezione della città Proprio leggendo “Praga magica”, negli anni Settanta, ho cominciato a rendermi conto del mito di questa città percepita ovunque in modo straordinario. Al fianco di Vaclav Havel, condividendo l’esperienza di quegli anni, ho maturato la sicurezza che le cose devono essere portate avanti non per come finiranno, ma perché hanno senso in sè: così come la bellezza, la verità e l’amore, Del nostro tempo – ha spiegato ancora Žantovský  - non sono i conflitti generazionali a preoccuparmi, quanto la crescente tendenza alla somiglianza, all’uniformismo alimentato dal processo di globalizzazione. Perchè nell’uniformità la cultura non può sopravvivere: la cultura è generata dalla varietà, dalle differenze, dal confronto fra le opinioni e dai punti di vista diversi, per questo la viviamo e la amiamo».  E lo scrittore Emanuele Trevi, a sua volta profondamente legato a Praga, racconta di aver mutuato proprio dall’esperienza di quegli anni forse irripetibili «l’idea che la storia potesse allora essere qualcosa di abitabile dal singolo individuo in chiave positiva. La costellazione di scrittori e libri praghesi - ha ricordato Trevi – ha avuto in Italia, oltre a Ripellino, molti e grandissimi mediatori culturali, capaci di restituire  la consapevolezza che il valore letterario è sempre un potenziale di libertà. Kafka, certo, ma anche Bohumil Hrabal». Autori ai quali si affianca, per Trevi, il ricordo di un vicino di casa d’eccezione, proprio Angelo Ripellino, conosciuto insieme alla moglie negli anni d’infanzia 

 

Il filo rosso con Praga e la letteratura ceca proseguirà nella giornata inaugurale di pordenonelegge, mercoledì 14 settembre, con gli eventi affidati a sei grandi voci del nostro tempo: alle 18.30 al Teatro Verdi di Pordenone si parte con  la scrittrice ceca Radka Denemarková e l’autrice italiana Silvia Avallone, intervistate de Alessandro Catalano e impegnate nel “Dialogo sul presente, sull’orlo dell’Europa”. Alle 21, a Trieste nella Sala Ridotto del Teatro Verdi, si prosegue con gli scrittori Josef Pánek e Mauro Covacich sul filo rosso “Con il corpo qui, con la mente ovunque”. Conduce la conversazione la curatrice di pordenonelegge Valentina Gasparet. E sempre mercoledì 14 settembre, alle 21 sulla Terrazza a Mare di Lignano Sabbiadoro riflettori sul dialogo “Alla ricerca di storie vere”, con Markéta Pilátová e Matteo Bussola intervistati dal curatore di pordenonelegge Alberto Garlini.

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