Sette parole per i prossimi vent'anni

Come proiettare nel futuro 7 parole che definiscono il presente? Ci prova pordenonelegge 2019 in programma dal 18 al 22 settembre, con oltre 600 protagonisti.

Per i suoi primi 20 anni, pordenonelegge si regala un progetto speciale: 7 parole per i prossimi vent’anni, il format che reinterpreterà in chiave dinamica i concetti di razza, paura, bellezza, sessualità, amicizia, mito, musica. Affidandone la narrazione a sette lezioni magistrali e dialoghi che nella giornata di venerdì 20 settembre vedranno protagonisti, rispettivamente, Guido Barbujani, Beatrice Masini e Simona Vinci, Antonia Arslan, Lucetta Scaraffia, Marcello Fois e Franco La Cecla, Elisabetta Moro e Carlo Boccadoro. «Il nuovo progetto 7 parole per i prossimi vent’anni si fonda su una idea semplice quanto autentica – spiegano i curatori di pordenonelegge, Gian Mario Villalta (direttore artistico), Alberto Garlini e Valentina Gasparet - Per venti anni il festival ha giocato intorno alle parole: proponendole, raccontandole, eludendole a volte, lasciando che sedimentassero nella coscienza di chi seguiva gli incontri. Queste parole sono diventate come costellazioni piene di significato che ci hanno accompagnato, permettendoci di capire meglio il mondo in cui viviamo, dandoci un concreto orientamento per le scelte di vita quotidiane. Per questo oggi vogliamo fare il punto sulle parole che ci hanno fornito le chiavi del presente, e provare a immaginare quali decreteranno il nostro futuro». Il progetto è promosso in sinergia con BCC Pordenonese.



Si parte con una parola chiave del mondo contemporaneo: razza. A raccontarla e ridefinirla sarà,venerdì 20 settembre alle 10 nell’Auditorium Vendramini, il grande genetista Guido Barbujani, autore di una vera pietra miliare, “L’invenzione delle razze”, e adesso in uscita con “Sillabario di genetica per principianti” (Bompiani), un manuale che offre gli strumenti per capire temi che riguardano tutti noi. Alle 11, nello Spazio Ascotrade - Parco Galvani il testimone passerà alla parola amicizia con il dialogo fra lo scrittore Marcello Fois e l’antropologo Franco La Cecla, coordinati dal curatore di pordenonelegge Alberto Garlini. Se Fois ha scritto un romanzo, “Pietro e Paolo”, ambientato nella Nuoro di inizio Novecento in cui l'amicizia è un valore complesso e concretissimo, nel suo ultimo saggio “Essere amici” La Cecla sostiene che vale la pena vivere perché esiste proprio l'amicizia. Si prosegue alle 15 al Capitol con un focus sulla parola bellezza, affidato ad Antonia Arslan, che la augura a tutti attraverso il volumetto “La bellezza sia con te”, nel quale ha raccolto storie armene, e non, di ieri e di oggi, viatico per rischiarare le tenebre dell’intolleranza negli anni bui. Alle 15.30 si parlerà del mito: un’indagine affascinante su cui interverrà l’antropologa Elisabetta Moro, fresca autrice di “Sirene, la seduzione dall’antichità ad oggi” in uscita per Il Mulino: in dialogo con l’autrice Nadia Fusini ripercorrerà una grande icona della seduzione, le sirene, da almeno tremila anni incantatrici del nostro immaginario. Alle 16.30 nel Palazzo della Provincia riflettori su una parola che si è via via affrancata da pudori e ritrosie, sessualità: la storica e giornalista Lucetta Scaraffia pubblica per Marsilio un nuovo saggio sulla “Storia della liberazione sessuale” affrontando un bilancio e una critica del movimento femminista, adesso che la libertà di costumi ha raggiunto l’apice, per una lettura critica che ne valuti gli effetti. Paura è la sesta parola su cui si rifletterà, alle 17 nella Sala Ridotto del Teatro Verdi: le autrici Beatrice Masini e Simona Vinci, coordinate dalla giornalista Alessandra Tedesco. Sarà un viaggio dentro e fuori "il gusto della paura": protagonisti di Beatrice Masini e del suo “Più grande è la paura” sono i bambini felici e quelli che non lo sono stati, abusati dagli adulti per troppo amore, o per troppo odio. La paura è anche al centro della riflessione di Simona Vinci, che attraverso “Mai più sola nel bosco” ci spiega perché tutti, prima o poi, abbiamo vissuto come nelle fiabe dei fratelli Grimm. Alle 17.30 nell’Auditorium dell’Istituto Vendramini sipario sulla settima parola, musica: sarà il Maestro Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, a prospettare qualche alternativa alla continua accelerazione della fruizione musicale, conseguenza di un mondo su misura del web.