La Fondazione
Agenzia Culturale

Ti porto un libro 2022/2023

19 dicembre 2022

Ti porto un libro, che parla del mare. Nei giorni in cui il tempo accarezza i ricordi, i pensieri più intimi, gli sguardi fra passato e futuro, i bilanci e i progetti della vita: in questo tempo sospeso fra il congedo dell’anno e il sapore acerbo del nuovo, Ti porto un libro, per sfogliare insieme alcune delle più belle pagine dedicate al mare: con due nuove video-produzioni, alla sua terza edizione a cavallo fra Natale ed Epifania ritorna il progetto “Ti porto un libro”, ancora una volta girato in un set unico e inconfondibile, il Porto di Trieste, cuore pulsante di rotte che incrociano navi e traghetti, con le sue pilotine che solcano il golfo, i ponti allungati verso l’orizzonte, gli scorci a oblò e i ponti come palcoscenici in mare aperto, dove respirare tepori mediterranei e correnti balcaniche.  Promosso a cura dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale in collaborazione con Fondazione Pordenonelegge, coordinato da Vanna Coslovich, responsabile Relazioni esterne dell’Autorità Portuale e da Valentina Gasparet, curatrice di pordenonelegge, Ti porto un libro 2022 – 2023 propone due nuovi video-racconti, sulle parole preziose di Pier Antonio Quarantotti Gambini e di Predrag Matvejević, in arrivo fra l’ultima settimana dell’anno che ci lascia e la prima dell’anno entrante: giovedì 22 dicembre e giovedì 5 gennaio saranno così rilasciate le due video-produzioni raccontate da Cristina Battocletti e da Luigi Nacci, che arricchiscono la “biblioteca digitale” dedicata alla letteratura di mare, che già conta sui video-racconti di Pino Roveredo, Federica Manzon, Veit Heinichen, Paolo Rumiz, Pietro Spirito e Mary B. Tolusso.

Si parte giovedì 22 dicembre, alle ore 18.00 sui canali social e YouTube del Porto di Trieste e di pordenonelegge: la giornalista e scrittrice Cristina Battocletti ci sospingerà con “L’onda dell’incrociatore” di Pier Antonio Quarantotti Gambini. Un titolo, si narra, caldeggiato dall’amico poeta Umberto Saba, perché riusciva bene ad «aprire e chiudere la strana giornata nella quale si svolgono tanti fatti curiosi, nella realtà e nel ricordo». Accadimenti che, in quella mattina del 1935, sembrano propiziati dai tre grandi incrociatori che entrano nel porto di Trieste, al mattino di un giorno di festa nazionale, con i reduci vittoriosi nella campagna d'Africa, e ne riescono alla sera, fra addobbi tricolori e squilli di fanfare. La penna di Quarantotti Gambini disegna, pagina dopo pagina, le “tolde bianche dei velieri” e ponti “tutti arabeschi di ghiaccio dei vapori”, “l’ululato incessante del vento” e un “piccolo rimorchiatore dal fumaiolo grosso e alto”. «Ti porto un libro – spiega Cristina Battocletti - perché un libro è come un binario, in questo caso si tratta di mare ed è come un incrociatore, una grande nave che ti porta fuori, al largo, dove puoi essere sgomento, avere paura, vederne la bellezza, puoi indignarti, spiazzarti, ma questa nave ti fa crescere e ti fa salire un punto più alto dell'umanità».  Come succede al protagonista di questo libro, Ario, un adolescente cresciuto nel mandracchio, con la vita cadenzata dal ritmo del mare e dai marinai, e come succede ai suoi amici, Berto e Lidia. Un romanzo pieno di vita e di acqua, pieno dei misteri del mare fra la maona e il mandracchio, il caìcio e lo skiff. Le riprese di questo video racconto sono state effettuate presso la Torre del Lloyd, parte dell’Arsenale del Lloyd Austriaco, progettato dall’architetto danese Christian Hansen nel 1853 e oggi sede dell’Autorità Portuale di Trieste. Le letture di Cristina Battocletti si sono svolte tra gli interni dell’edificio e la torre quadrata dell’orologio, che offre un'ampia visuale del golfo e che nel progetto iniziale serviva come punto di riferimento per le navi.

Dal mare di Quarantotti Gambini, con la sua eco esotica, ci sposteremo verso acque che sono da sempre culla di civiltà, e radice materna dei popoli che lo abitano: “Breviario mediterraneo”, di Predrag Matvejević, è l’affascinante saggio fondativo della storia culturale dell’area composita intorno al Mar Mediterraneo. Giovedì 5 gennaio, con messa online sempre alle ore 18.00, lo scrittore e poeta Luigi Nacci ne restituirà alcune pagine: il Mediterraneo, la sua anima frastagliata, le sue infinite varietà di genti” scorrono intensamente nel libro di Matvejević. “Dopo la greca e la romana – scrive il grande autore di Mostar - la bizantina, l’italiana e la francese con quella provenzale, la spagnola con quella catalana, l’araba sparsa nelle varie regioni, la croata dalla Dalmazia alla Pannonia, la slovena dal litorale fino alle Alpi, la serba con la montenegrina, la macedone e la bulgara, l’albanese, la rumena, la turca e probabilmente altre ancora. Perché “le culture del Mediterraneo non sono solo culture nazionali”. «Ti porto un libro – ci spiega Luigi Nacci - perché un libro è un porto. Un libro è un molo, da cui le barche partono e fanno ritorno. Un libro è un mare, è il Mediterraneo. Un libro è un oceano da esplorare, con tutti i suoi abissi, le sue onde, e i suoi venti. Un libro è la possibilità di immergersi dentro un mare e diventare creature nuove, di rifarsi. Il libro è una vita nuova a cui affidarsi per diventare nuovi. Ho scelto “Breviario Mediterraneo” di Predrag Matvejević perché è un libro che parla in maniera profonda di Europa, di tutto quello che ci differenzia, ma soprattutto di quello che ci accomuna, e il Mediterraneo è in qualche maniera il legame più grande per noi di questo continente. Questo è un libro di pace è un libro di conoscenza, ed è un libro che tutti dovremmo leggere, soprattutto quando qualcuno ritira fuori dagli armadi la bandiera scura dei nazionalismi. È un libro che ci parla ancora oggi: sono mesi in cui viviamo una guerra in Europa, e allora questo libro ci parla non solo di pace ma anche di come possiamo essere di nuovo in pace, mediterranei, europei e fratelli». Il Porto di Trieste si estende anche a terra, non solo sul mare: il set per le riprese del video di Luigi Nacci è stato il polo retroportuale e industriale dello scalo, tra la zona di Bagnoli della Rosandra e il canale navigabile.

 

CREDIT FOTO: ROBERTO PASTROVICCHIO

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