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Fuoricittà_autunno 2026: a Sesto al Reghena con Alberto Ravasio

30 ottobre 2026

Nuova tappa per la Stagione letteraria diffusa pordenonelegge Fuoricittà_Autunno, il cartellone a cura di Fondazione Pordenonelegge.it, realizzato in stretta collaborazione con le Amministrazioni comunali coinvolte. Venerdì 6 novembre, il Comune di Sesto al Reghena - alle 20.45 all’Auditorium Burovich – ospita e promuove l’incontro con il giovane scrittore e “filosofo non praticante” Alberto Ravasio: in dialogo con la giornalista e autrice Anna Vallerugo l’autore sfoglierà Il grande mantenuto (Quodlibet, 2026), una storia di vocazione e fallimenti che diventa anche il ritratto di una generazione di trentenni precari e, insieme, il diario delle diseguaglianze economiche per l’accesso alla cultura. Al centro del romanzo un giovane laureato che vuole diventare scrittore, ma per riuscire a scrivere deve farsi mantenere, scivolando dalle periferie al sottobosco editoriale, all’alta borghesia. La partecipazione all’incontro è libera e gratuita, prenotazione consigliata attraverso la registrazione al sito www.pordenonelegge.it (alla voce mypnlegge). Info: 0434.1573100.Pordenonelegge Fuoricittà_Autunno, ideato dal direttore artistico di pordenonelegge Gian Mario Villalta insieme ai curatori Alberto Garlini e Valentina Gasparet, coinvolgerà fino al 30 novembre tredici comuni del pordenonese con un calendario letterario che attraversa generi letterari, esperienze narrative e questioni di stretta attualità.

«Sono finiti i soldi ma tutto il resto c’è ancora». Il grande mantenuto è un giovane laureato a vanvera che vuole fare lo scrittore, ma è nato in una famiglia dove nessuno sa leggere. La sua catastrofica vocazione non è fame di fama o creatività molesta, è la volontà di sbarazzarsi dei troppi padri, il desiderio di nascere direttamente dal proprio cervello e deludere tutti, dai parenti mangiapatate al dio sordomuto. Dopo aver lasciato Bergamo, sua zolla natale, mentre prova a scrivere come fosse un lavoro vero, il grande mantenuto è costretto a farsi mantenere da chi capita andando su e giù lungo le fasce di reddito: vive con una coppia di lesbiche lecchesi, scrive nello spogliatoio di una prostituta bresciana, visita il buco domestico del più grande scrittore europeo nullatenente, frequenta l’ambiente malaeditoriale nel ruolo di spacciatore di manoscritti fino a quando, innamoratosi di una filosofessa dei Navigli, entra nell’immondo mondo altoborghese che si rivelerà essere ancora più mantenuto di lui.

Il grande mantenuto del titolo assume così tanti significati quanti sono i personaggi del romanzo. Grande mantenuto è l’aspirante scrittore ma è anche lo scrittore letterario che non può vivere di scrittura perché adesso scrivono tutti, grandi mantenuti sono i professionisti della cultura nati ricchi, grandi mantenuti sono i trentenni intrappolati in un’adolescenza perenne, sempre al verde. Sorta di Martin Eden aggiornato e ormai impossibile, ambientato negli anni dal 2008 al 2020, dalla crisi finanziaria al covid, Il grande mantenuto è dunque il racconto tragicomico e paradossale di una società che, abolito il Novecento con le sue famigerate lotte, torna a una fissità economica quasi ottocentesca: i ricchi sono ricchi, i poveri sono poveri e la cultura è dichiarazione dei redditi per i primi e vertiginoso discensore sociale per i nuovi ultimi.

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