Dante e Rilke: la parola e l'angelo

"Dante e Rilke: la parola e l'angelo" è il filo rosso del contest per la composizione di un melologo sulle opere dei due autori – il “Sommo” Dante Alighieri e il poeta Rainer Maria Rilke, noto per le “Elegie Duinesi” – che si articolerà in tre brani per pianoforte e voce, ciascuno dai 6 ai 12 minuti.

Rivolto a giovani compositori dai 18 ai 35 anni, il concorso è promosso da Fondazione Pordenonelegge nell’ambito del bando indetto dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Partners del progetto sono i Comuni di Duino Aurisina, Pordenone e Sacile insieme alla Confindustria Alto Adriatico e a Fazioli Pianoforti, presso la cui sala da concerto si registrerà il melologo composto dal vincitore. Gli interessati, residenti su tutto il territorio europeo, dovranno inviare il proprio curriculum vitae entro il 30 novembre 2021 all’indirizzo mail [email protected], secondo le indicazioni del regolamento a fondo pagina. Il vincitore, che si impegnerà a comporre le tre diverse composizioni entro il 20 marzo 2022, sarà selezionato a cura di una commissione tecnica composta da Domenico Clapasson, docente di pianoforte al Conservatorio “Marenzio” di Brescia e Carlo Pedini, compositore e docente di Teoria e Analisi, Composizione e Direzione al Conservatorio “Morlacchi” di Perugia e dall’artista Luigi Radici,  affiancata da Gian Mario Villalta, direttore artistico pordenonelegge, Alberto Gaffi, editore, Fabrizio Spadotto  Regione Friuli Venezia Giulia e Annalisa D’Errico, Comune di Duino Aurisina.



Duino Aurisina è terreno privilegiato di ispirazione poetica: si narra che su uno scoglio posto nella piccola insenatura sotto il castello di Duino venisse a meditare Dante Alighieri, ospite di Pagano della Torre. Quello scoglio, ormai famosissimo, è per tutti lo "Scoglio di Dante", un piccolo promontorio di roccia carsica che ricorda il lungo esilio dell’Alighieri. E d'altra parte Duino Aurisina è anche il confine meridionale, l'estremo limite della terra italiana che Rilke ha raggiunto pure viaggiando nella sua vita per tanta parte d'Europa. A Duino Aurisina, dunque, i due poeti sono portati dall'immaginazione in un luogo ideale dove trova vicinanza la comune tensione della parola poetica. Ai versi darà voce la musica di un melologo che sarà successivamente eseguito a Duino Aurisina e a Muzot, in Svizzera, e la cui musica vivificherà l’accesso alla passeggiata dei Sentieri Rilke, attraverso un pannello guido interattivo.

Spiega Gian Mario Villalta, direttore artistico di pordenonelegge, che «le Elegie Duinesi di Rainer Maria Rilke sembrano corrispondere nella lontananza del tempo e della cultura a uno dei temi poetici di fondo del Paradiso di Dante: il profondo legame tra la parola e il corpo, l’appartenenza terrestre della vita umana, che fa percepire il limite metafisico oltre il quale la parola si perde oltre l’astrazione e insieme il confine opposto, che fa dell’indicibile la possibilità di dire di più, di esprimere più a fondo la nostra umanità nella poesia. La musica insegue (o precede) le parole che, nelle due opere, caratterizzano il tema e lo illustrano in forma eccelsa. D’altra parte, non si potrebbe andare oltre l’umano con il senso delle parole, e il ‘trasumanar’ trova nella poesia l’esempio di una grande opportunità, la parola altra dell’arte, una parola sempre “allegorica” e sempre necessaria».


ALLEGATI

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