Premio Umberto Saba Poesia

Sul canale youtube pordenonelegge venerdì 18 febbraio alle 17.00 un dialogo digitale sull’importanza del “dire poesia” con Umberto Piersanti, vincitore della 1^ edizione del Premio e il critico letterario Roberto Galaverni moderati dal poeta Gian Mario Villalta.

Entra nel vivo la 2^ edizione del Premio Umberto Saba Poesia, promosso dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e dal Comune di Trieste con Lets e con Fondazione Pordenonelegge, con il patrocinio inoltre della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

Dedicato alla poesia italiana edita in volume, il Premio lancia il conto alla rovescia per le fasi cruciali della sua celebrazione, anche quest’anno prevista in concomitanza con la Giornata mondiale della poesia, il 21 marzo.
Nel frattempo l’attenzione è puntata su alcuni temi centrali della scrittura poetica, e sul filo rosso che alimenta questa 2^ edizione del Premio Saba: «l’esplorazione – spiega il curatore, Gian Mario Villalta – delle potenzialità e del valore aggiunto di un testo poetico attraverso la sua lettura ad alta voce».

Intorno a questo ragionamento, nell’ambito di un incontro digitale in programma venerdì 18 febbraio, fruibile dalle 17 sul canale youtube di pordenonelegge (vedi qui) si confronteranno il vincitore della 1^ edizione del Premio, il poeta Umberto Piersanti, e il critico letterario Roberto Galaverni, coordinati dal poeta, scrittore e direttore artistico di pordenonelegge, Gian Mario Villalta.
Elemento centrale saranno alcune letture dall’opera dello stesso Piersanti e di Umberto Saba, corredate dalle poesie di tre giovani poeti Carmen Gallo, Tommaso Di Dio, Mary B. Tolusso. Ragionamenti che portano a una conclusione enunciata da Roberto Galaverni: «l'abitudine di studiare le poesie per dedurne soltanto i contenuti, seguendo note e noticine, trascurando di curare e discutere la lettura, equivale a visitare una mostra d'arte dove invece dei quadri troviamo appese soltanto le didascalie».
Nel corso della discussione emergeranno ipotesi stimolanti per un confronto ad ogni livello. 



«Dire la poesia – sottolinea Gian Mario Villalta – è sempre un rischio, un mettersi alla prova che coinvolge autori e poeti. Le parole, d’altra parte, non sono mai silenziose, neppure quando le nostre labbra restano chiuse e percorriamo la pagina con la mente. Questa la straordinaria dimostrazione dei più recenti studi di neurolinguistica, che ci portano a guardare alla forma della poesia come ad un'orchestrazione di suoni. Ci siamo disabituati a leggere a voce alta, dimenticando che il momento della verità di una poesia è proprio nella voce con la quale le parole chiedono di essere dette».