I finalisti di PordenoleggePoesia

Sono Eleonora Rimolo, con La terra originale (Lietocolle-Pordenonelegge, 2018), Emanuela Rizzuto, con Porta libeccio (CartaCanta editore, 2018) e Giovanna Cristina Vivinetto, con Dolore minimo (Interlinea, 2018).

Premio Pordenonelegge Poesia (dedicato ai poeti nati dall’1 gennaio 1989 al 31 dicembre 1998), con il quale pordenonelegge.it rinnova un’attenzione già consolidata per la poesia, che nel tempo ha saputo sia porre questioni sull’orizzonte di un genere che muta pelle tra le generazioni, sia coinvolgere chi scrive e legge poesia in iniziative di rilievo.

I tre finalisti sono stati scelti dalla giuria, composta da Roberto Cescon, Azzurra D’Agostino, Tommaso Di Dio, Massimo Gezzi e Franca Mancinelli, dopo una precedente selezione di dieci poeti, di cui gli altri sette ricordiamo essere: Michele Bordoni, Gymnopedie (Italic Pequod), Beatrice Cristalli, Tre di uno (Interno Poesia Editore), Gaia Giovagnoli, Teratophobia (Round Midnight Edizioni), Giulia Martini, Coppie minime (Internopoesia), Stefano Modeo, La terra del rimorso (Italic pequod), Mariachiara Rafaiani, Dodici Ore (La Gru) e Vittoria Vairo, Le strade sono di chi ama (Aletti Editore).

Sono tre libri importanti che tendono la mano al lettore, ponendogli domande su alcuni aspetti essenziali nel nostro tempo, nello sprigionarsi di una lingua immediata nel suo distillarsi.

Non è alla sua prima prova Eleonora Rimolo, il cui sguardo considera il mondo un luogo nel quale ci troviamo ad esistere, semplicemente, ‘con altri uomini’. La terra originale potrebbe dirsi allora originaria, con tutto il suo mistero consumato, dove figure stanche, perdute, a volte traumatizzate, spesso o quasi sempre senza un legame col mondo, si muovono, lavorano, amano. Il tutto, senza vero contatto con quello che fanno, come graffi sui vetri, sognando l’infanzia, spinti da una fame d’aria e luce, un vagare a volte senza muoversi di un passo.

Al centro del libro d’esordio di Emanuela Rizzuto è invece l’immagine della porta-soglia di inizio-fine, passaggio attraverso cui la vita avviene, sullo sfondo di un sacrificio fondatore del proprio sé, trasformando il peso di ogni pietra da condanna a possibilità di elevazione. A operare questa apertura e metamorfosi nell’esistenza è l’amore e, in genere, il dialogo con gli affetti, vero e proprio tessuto principale del libro, che intreccia lacerti di quotidianità con i bagliori e le trasfigurazioni che l’amore produce nella visione.

Il libro di Giovanna Cristina Vivinetto è il resoconto in versi della complessa esperienza di un transito: un corpo maschile, avvertito come improprio, è trasformato in un corpo femminile e, in questo lungo passaggio, liberata e riscoperta è la parola della propria mente e della poesia. In dialogo e nel progressivo e commovente abbandono della parte di sé che si è scelto per sempre di perdere, Vivinetto decide di percorrere uno stile medio, teso a comunicare il cuore narrativo e umano di un'esperienza che vuole farsi messaggio esistenziale per tutti.

 

La cerimonia di premiazione si terrà, durante il festival pordenonelegge.it, sabato 21 settembre 2019 alle 18.30 presso la Libreria della Poesia.