Garlini a Bordeaux

Anche Alberto Garlini curatore di pordenonelegge, tra i protagonisti del Festival di Letteratura di Bordeaux Métropole (Francia), in programma dal 14 al 16 marzo.

Fra i protagonisti più attesi del Festival di Letteratura di Bordeaux Métropole (Francia), in programma dal 14 al 16 marzo con una dedica tematica all’Italia – un ottimo modo per incontrarsi e conoscersi meglio, soprattutto alla luce delle recenti tensioni - c’è lo scrittore Alberto Garlini, curatore del festival pordenonelegge e autore di molti romanzi, quattro dei quali tradotti con grande successo in Francia: sono “Un sacrifice italien” e “Venise est une fête” (Christian Bougois editeur) e “Les noirs et les rouges” e “Le temps de la fête et des roses”, entrambi editi dalla prestigiosa casa editrice Gallimard. Proprio quest’ultima opera, pubblicata in Italia da Mondadori con il titolo “Tutto il mondo ha voglia di ballare”, sarà al centro della conversazione in programma sabato 16 marzo, alle 17.30, nel cartellone portante de «Le Printemps Italien» dove sono attesi, fra gli altri, anche gli scrittori Simonetta Agnello Hornby, Paolo Di Paolo e Marco Balzano. Il festival dedicherà all’Italia percorsi letterari e musicali molto originali, ritagliati su misura per una comprensione delle atmosfere contemporanee del nostro Paese.  Non mancheranno le degustazioni italo-francesi per rinsaldare piacevolmente il filo rosso fra le due nazioni. Alberto Garlini è nato a Parma nel 1969 e vive in Friuli. Dopo gli studi si è dedicato alla scrittura pubblicando poesie e romanzi, e dedicandosi alla cura di pordenonelegge. Critico letterario, contribuisce alle pagine culturali di vari quotidiani. “Tutto il mondo ha voglia di ballare” vede protagonisti Roberto e Riccardo, che si conoscono da ragazzini, nel 1975. È una domenica nebbiosa di novembre, durante la “festa” del maiale, il giorno memorabile in cui la loro amicizia comincia: ed entrambi, casualmente, fanno un incontro che molti anni dopo si rivelerà la premonizione di un destino. Ma se la radice affonda in quegli anni Settanta ancora cupi, metallici, il tronco robusto e doloroso di questa vicenda è negli anni Ottanta che si sviluppa, fiorisce e, in una parabola fatalmente rapida, avvizzisce. Un decennio archiviato in fretta, senza che si sia mai sentito il bisogno di costruirci intorno un'aura di mito e nostalgia. "Anni allegri, forse futili, ma brevi." Accanto a Roberto e Riccardo ci sarà Chiara, e poi Pier Vittorio Tondelli. L'amore tra Chiara e Riccardo e la relazione tempestosa tra Roberto e Pier occupano queste pagine assieme alla scoperta del mondo, dei libri, della politica, della musica, in una fase cruciale della nostra storia recente. Ricostruito fedelmente a partire dai suoi scritti, dai suoi interventi, il Tondelli raccontato da Garlini acquisisce da subito una sua grande autonomia di personaggio, pur nel totale rispetto di quella che fu la sua figura storica. Il trascorrere dei decenni scandisce le esistenze dei protagonisti, li accompagna nel passaggio dall'infanzia all'adolescenza, li mette di fronte alle scelte più difficili e alla necessità della sofferenza, sino alla definizione di una coscienza adulta.