Giampiero Mughini a LibrINsieme

Quarto e ultimo appuntamento domenica 18 alle 18 con Giampiero Mughini, volto familiare al grande pubblico, autore dell’elegante volume “Che profumo quei libri. La biblioteca ideale di un figlio del Novecento”.

Giunge a conclusione domenica 18 novembre, alle 18.00 nell’Area Eventi del Padiglione 6 nella Fiera di Udine, la quarta edizione di LibrINsieme, promossa dalla Fondazione Pordenonelegge.it con Udine e Gorizia Fiere, curata da Gian Mario Villalta, Alberto Garlini e Valentina Gasparet. L’entusiasmante volata verso il Natale nel segno dei libri si conclude con una vera e propria “dedica” alla lettura. La firma il giornalista e scrittore Giampiero Mughini, volto familiare al grande pubblico, autore dell’elegante volume Che profumo quei libri. La biblioteca ideale di un figlio del Novecento”, uscito per Bompiani: un affascinante excursus attraverso una selezione della biblioteca personale dell’autore: l’occasione per sfogliare quei libri e sentirne tutto il profumo come un preludio alle nostre prossime letture nel tepore del relax natalizio. Giampiero Mughini dialogherà per l’occasione con Valentina Gasparet, curatrice di pordenonelegge. Sarà lei a dipanare, insieme all’autore, il filo rosso di libri, autori e storie, messe in vetrina come le opere di una mostra.

Portando Mughini a raccontarli come se ci trovassimo in una telecronaca sportiva, con minuziose descrizioni della loro prima edizione, come fosse un grintoso avamposto contro il fuoco battente dell’artiglieria digitale. Fragili creature da pochi centimetri di altezza e pochi centimetri di larghezza, ma che non per questo hanno un'aria meno imponente nel loro osare contro un nemico ben equipaggiato. I libri più cari a Mughini sono quelli della collezione dedicata al Novecento italiano, non necessariamente i più famosi e riconosciuti, anzi spesso i più obliqui, azzardati e trascurati dal grande pubblico. Tutti insieme compongono una bellissima biblioteca “ideale”, arbitraria e soggettiva e talvolta spudorata, modellata dai capricci della memoria e a volte dalle sue malizie. L’ingresso è libero.