pnlegge guarda ai giovani

Un festival letterario può e deve raccontare il suo tempo per favorire il confronto, l’approfondimento, la riflessione sul contesto sociale, economico e occupazionale, così come sulle prospettive per le generazioni che erediteranno il Paese.

Ne è consapevole pordenonelegge, che attraverso la sua 19^ edizione in programma dal 19 al 23 settembre ritaglia un corposo percorso del suo cartellone per leggere in modo pragmatico il nostro tempo, e cercare di “ricostruirlo” al meglio. A proposito di ricostruzione, l’approccio al futuro è determinante per riprogettarlo: lo spiega il giornalista Aldo Cazzullo con il nuovo libro  “Giuro che non avrò più fame. L'Italia della ricostruzione. 1948 Gli italiani dopo la guerra. 2018 Gli italiani dopo la crisi” in uscita per Mondadori. Domenica 23 settembre, alle 11 al Capitol ci accompagnerà a ritrovare lo spirito del ’48, quando un Paese in macerie trovò la chiave giusta per rialzarsi e aprirsi al boom economico che rifondava l’Italia. Uno sguardo sulla governance del Paese, sulle sue dinamiche e sull’interazione con gli elettori arriverà attraverso il nuovo saggio del sociologo Ilvo Diamanti, “Le divergenze parallele. L’Italia dal voto devoto al voto liquido”, scritto con Fabio Bordignon e Luigi Ceccarini. Gli autori ne converseranno a chiusura di festival, domenica 23 settembre alle 21 al Capitol, offrendo un’anticipazione assoluta del saggio di prossima uscita per Laterza. E ulteriore anteprima di un saggio importante per rileggere gli anni della crisi sarà il dialogo fra Mauro Magatti, autore di “Oltre l’infinito. Storia della potenza dal sacro alla tecnica” (Feltrinelli) e Massimo de Bortoli: nel 2008 la società della potenza tecnica è entrata in crisi, un vortice di recessione che, forse, è irreversibile e impone un ripensamento globale. Pordenonelegge focalizzerà sull’economia legata all’etica e all’innovazione con voci eccellenti: insieme ad Alan Friedman, intervistato dal direttore del Messaggero Veneto Omar Monestier, individuerà le dieci cose da sapere sull’economia italiana prima che sia troppo tardi (giovedì 20 settembre, ore 21 Spazio Itasincontra). Con Domenico De Masi, in dialogo con il vicedirettore del Gr1 Rai Bruno Ruffolo, tenterà di aprire una via per comprendere come cambierà il lavoro nel nostro futuro: a partire dal rinnovato concetto di «ozio creativo», inteso come sintesi di lavoro, gioco e studio (domenica 23 settembre, ore 12 Spazio Itasincontra). Anche Riccardo Staglianò, intervistato dal direttore Ansa FVG Francesco de Filippo, parlerà di lavoro, anzi di lavoretti: cioè del valore del lavoro e di come la «sharing economy» ci abbia reso più poveri. Dalla delocalizzazione alla moltiplicazione dei contratti atipici, fino alla gig economy: un’apparenza di flessibilità per istituzionalizzare i “lavoretti” (domenica 23 settembre, ore 19 Palazzo della Provincia). Una riflessione legata soprattutto ai giovani, target privilegiato di pordenonelegge per questi temi: con il direttore de Linkiesta Francesco Cancellato, in dialogo con il direttore del Mattino di Padova Paolo Possamai, cercheremo soluzioni al conflitto generazionale che possano salvare l’Italia e far sentire i giovani “Né sfruttati né bamboccioni” (sabato 22 settembre, ore 10:30 Palazzo Montereale Mantica). E insieme all’editorialista del Corriere della Sera Dario Di Vico indagheremo la sensazione della “disuguaglianza” con particolare attenzione per i giovani italiani che emigrano all’estero in cerca di lavoro e considerazione: intervistato dalla curatrice di pordenonelegge Valentina Gasparet, Di Vico dialogherà con tre giovani per evidenziare “storie” personali di vita e di crescita (sabato 22 settembre, ore 10 Auditorium Vendramini). Di giovani e “nuovo) lavoro converseranno Andrea Dusi, ex startupper oggi imprenditore felice, e il giornalista Giuseppe Ragogna: per capire che si può imparare molto anche dalle startup che non ce l'hanno fatta, perché studiare i fallimenti è indispensabile per ricavare lezioni sulle pratiche virtuose da seguire (mercoledì 19 settembre, ore 11.30 Spazio Ascotrade).

Mentre Alfonso Balsamo, Premio Biagi 2017, rifletterà con Federica Sartor e Teresa Tassan Viol sulle opportunità di un innovativo sistema integrato di strumenti per l’occupabilità dei giovani, tra cui l’alternanza scuola-lavoro (venerdì 21 settembre, ore 11.30 Spazio Ascotrade). Stefano Zamagni parlerà (sabato 22 settembre, ore 17 Palazzo della Provincia) delle banche di comunità e dei vantaggi di cooperative di credito locali nel mercato bancario, fino alla recente riforma del settore. Il lavoro sarà al centro anche del dialogo di Daniele Marini con Paolo Candotti: dal movimento operaio ai lavoratori imprenditivi della Quarta rivoluzione industriale, abbiamo perso di vista la dimensione dei valori e le aspettative dei lavoratori verso la propria occupazione, in altri termini, la dimensione soggettiva (venerdì 21 settembre, ore 17 Auditorium Vendramini). E ancora: il Direttore generale di Banca d’Italia, Salvatore Rossi, con Paolo Legrenzi e Stefano Miani parlerà dell’oro, tema del suo ultimo libro (Il Mulino). Oro come valore e come creazione di valore fra il piano economico e quello artistico. Un incontro realizzato in collaborazione con l'Università di Udine. Di “Marchionne lo straniero” converseranno sabato 22 settembre (ore 15.30, Sala Convegni Unione Industriali) Paolo Bricco, Luigi Campello e Paolo Possamai: per tracciare la biografia di un manager unico: le sue radici tra gli italoamericani di Toronto, l’arrivo, da straniero, nella Torino in declino di inizio XXI secolo, il rapporto con Barack Obama, i sogni e i compromessi con la realtà, fino all’improvvisa scomparsa nel luglio 2018. Massimo Mantellini, Luca De Biase e Sergio Maistrello converseranno di “Economia delle aspettative nella società a bassa risoluzione”; Roberto Pone ci darà consigli pratici su come istituire un negozio alimentare e un tema di grande attualità, la flat-tax, sarò il cardine dell’incontro con Fabio Ghiselli. Considerata l’importanza della comunicazione nel mondo attuale, Roberto Olivi ci spiegherà perché saranno proprio i libri a salvare il marketing. Mentre Alessandro Barbano ci racconterà perché è l’ipertrofia dei diritti a causare il declino del nostro Paese.