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Marco Olmo
Marco Olmo è una leggenda vivente della corsa estrema, un atleta che ancora oggi all'età di 62 anni non smette di stupire. Eppure ha intrapreso l’attività podistica tardi, a 27 anni, “quando gli altri smettevano”, come dice lui. Nelle “vite precedenti” è stato contadino, camionista, poi gruista in un cementificio.
Dopo un periodo passato a gareggiare (e a vincere) nella corsa in montagna e nello sci-alpinismo, all’età di quarant’anni ha iniziato ad affrontare competizioni estreme nel deserto africano, quali la Marathon des Sables, 230 km in assoluta autosufficienza alimentare e condizioni climatiche proibitive nel deserto marocchino, la Desert Cup (168 km nel deserto giordano), la Desert Marathon in Libia e la Maratona dei 10 Comandamenti (156 km sul Monte Sinai), raccogliendo un successo dopo l’altro. Il suo “vagare” l’ha portato a gareggiare nei quattro angoli del mondo: dalla Martinica nella giungla tropicale del Tchimbe Raid, fino alla Badwater Ultramarathon nel deserto della California. Ha vinto dappertutto, infrangendo record e strabiliando coloro che non potevano credere alla sua età anagrafica. Nel 2006, a 58 anni è diventato Campione del Mondo vincendo l'Ultra Trail Tour du Mont Blanc, la gara di resistenza più importante e dura al mondo: 167 km attraverso Francia, Italia e Svizzera oltre 21 ore di corsa ininterrotta attorno al massiccio più alto d’Europa. L'anno successivo, alle soglie dei sessant'anni si è ripetuto nuovamente rifilando ore di distacco a tutti gli altri atleti, che per età anagrafiche avrebbero potuto essere suoi nipoti.