Tradurre la narrativa al rush finale

Tre contratti con altrettante case editrici sigleranno la conclusione del corso “Tradurre la narrativa”, promosso dalla Fondazione Pordenonelegge.it attraverso la scuola di scrittura creativa Pordenonescrive curata da Alberto Garlini.

Offrire strumenti ottimali per chi vuole accostarsi alla traduzione della narrativa, con l’apporto di grandi traduttori e di editor delle case editrici nazionali: era questo l’obiettivo del corso, curato dalla traduttrice e consulente di pordenonelegge Laura Pagliara, articolato in 48 ore di formazione, per confrontarsi con le difficoltà del tradurre letteratura e professionalizzare i corsisti grazie a un rapporto di collaborazione con le prestigiose case editrici coinvolte: Harper&Collins Italia, Voland e Marsilio edizioni. Milan Kundera, d’altra parte, afferma che il romanzo è quasi sempre una traduzione, e che non esiste la storia del romanzo in un’unica lingua: perché da sempre la letteratura è frutto sia delle opere scritte in lingua che delle traduzioni di capolavori delle letterature straniere. Alla fine del corso di pordenonescrive, proprio in queste settimane, i tre editori sottopongono a ciascun allievo una prova di traduzione di testi in fase di pubblicazione. Le tre prove migliori si trasformeranno in un contratto di traduzione che darà la possibilità agli allievi di confrontarsi con una reale esperienza lavorativa, che varrà come curriculum e aiuterà la propria formazione di traduttore.



In attesa dell’imminente prova per Marsilio, a un mese dalla conclusione delle lezioni, gli anglisti si stanno cimentando in alcune traduzioni per Harper&Collins, mentre i francesisti sono impegnati nella redazione di schede di lettura di romanzi francesi per Voland, su cui, in un secondo tempo, faranno la prova di traduzione. Insomma dallo studio al lavoro: Tradurre la narrativa, frequentato da 25 partecipanti -  19 anglisti e 6 francesisti, provenienti da Bologna, Roma, dal Veneto e dal Friuli Venezia Giulia - formerà così una nuova generazioni di ottimi traduttori, dalla conoscenza teorica alla reale esperienza lavorativa. Risultati concreti e importanti, commentati con soddisfazione dal presidente di Fondazione Pordenonelegge.it Giovanni Pavan: «L’ottimo riscontro di questa prima edizione, con partecipanti da tutta Italia, dimostra come la Fondazione sia attenta anche a creare percorsi formativi che solitamente vengono proposti in aree dove queste professionalità sono già ben insediate. Il progetto, quindi, avrà sicuramente un seguito così da caratterizzare e qualificare sempre più l’attività della nostra struttura anche durante l’anno». «Ormai da anni l’idea di cultura si sta trasformando – osserva Alberto Garlini, curatore di pordenonescrive - Non è più solo qualcosa di bello, ma è anche qualcosa di utile. qualcosa quindi che apre nuovi processi formativi, che avvicinano culture diverse, e che creano concrete possibilità di lavoro».

Qualificatissimi i docenti di Tradurre la narrativa: il laboratorio di traduzione dall’inglese e dal francese era condotto da Matteo Colombo (inglese) e Margherita Botto (francese), i seminari comuni da Anna Nadotti, Anna Mioni, Jacopo De Michelis, Massimo Bocchiola, Federica Manzon e Lavinia Azzone per confrontarsi sul rapporto tra traduttore e testo, capire quali sono gli strumenti di lavoro del traduttore, come funziona una casa editrice, i criteri in base ai quali vengono scelti i libri da tradurre e i requisiti richiesti a una traduzione, e per fare pratica sull'editing e sulla redazione di una scheda di lettura.