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Poesia

martedìpoesia 5 marzo 2024

23 febbraio 2024

 Al termine del dialogo leggeranno le loro poesie Giorgio Asquini e Francesco Deotto, l’incontro è proposto come sempre con entrata libera, fino ad esaurimento dei posti. È suggerita la prenotazione iscrivendosi attraverso il sito pordenonelegge.it (cliccando alla voce Accedi). Info: Tel. 0434.1573100 mail [email protected].

Nato a Sarzana nel 1949, dal 1954 Umberto Fiori vive a Milano, dove si è laureato in Filosofia. Dal 1973 al 1983 ha fatto parte del gruppo rock Stormy Six. È autore di saggi e interventi critici sulla musica (Scrivere con la voce, 2003) e sulla letteratura (La poesia è un fischio, 2007; Il metro di Caino, 2022) e di un romanzo, La vera storia di Boy Bantàm (2007). Il suo primo libro di poesia, Case, è uscito nel 1986. Sono seguiti Esempi (1992), Chiarimenti (1995), Tutti (1998), La bella vista (2002), Voi (2009), Il Conoscente (2019) e Autoritratto automatico (2023). Il suo ultimo saggio, Le case vogliono dire (Manni, 2023) è una biografia poetica, che ripercorre la propria storia con la poesia a partire dalla formazione fino a passare in rassegna le varie raccolte, punti focali nei quali si manifestano le ragioni formali di un pensare poetico. Innanzitutto le case, le facciate rappresentano l’ovvio, cioè ciò che ci viene incontro, una scena scontata e insignificante che sembra voglia dire. Le case incarnano qualcosa che da fuori interroga l’interiorità e la voce, che per Fiori “è il limite che si impone a ogni intenzione letteraria”. A parlare nelle sue poesie, quando non si limitano a registrare scene dall’esterno, è un io qualunque, un si impersonale come condizione dell’essere in comune; un io qualunque che si esprime in una lingua che nella “normalità” trova i margini delle apparizioni. Il suo ultimo libro di poesie, Autoritratto automatico (Garzanti, 2023), trae origine dalla collezione, iniziata nel 1968, di oltre 750 foto scattate nelle cabine, che oggi non sono quasi scomparse, alla ricerca della vera faccia, del vero volto inafferrabile di sé. Ciò che accade nella cabina, una macchina meccanica e impersonale, “ci insegna che la nostra faccia è un destino da cui non possiamo difenderci, a cui è impossibile sfuggire”.

Francesco Deotto è filosofo, traduttore, poeta ed artista visivo. Vive tra l’Italia e la Svizzera, dove ha discusso una tesi di dottorato sul rapporto tra poesia e utopia ed è stato docente a contratto di letterature comparate. È l’autore di diversi saggi che indagano il rapporto tra scrittura, poesia, retorica e filosofia. In ambito poetico ha pubblicato due libri: Avventure e disavventure di una casa gialla (L’arcolaio 2023) e Nella prefazione d’una battaglia (Italic 2018). Alcune sue poesie sono apparse in riviste e in siti come «L’Ulisse», «gammm», «Formavera», «Utsanga», «The Florence Review», «Le parole e le cose», «Officina Poesia», «Versodove». Alcune sue foto sono state pubblicate in Antinomie, DoppiaEsposizione, La Voce di Ginevra, ed esposte al PAB di Portogruaro e al Tirana Art Center.

Giorgio Asquini è nato a Pordenone nel 1972. Laureato in scienze politiche, impiegato pendolare, volontario, lettore, ascoltatore. Ha seguito corsi di lettura e scrittura poetica e ha letto sue composizioni nelle manifestazioni: Il Giardino Segreto (2020, 2021, 2022); Panorami poetici (2022); Festival della Letteratura Verde (2023).

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