
sabato 19 settembre 2009 ore 10:30 Palazzo Della Provincia Il teorico e intellettuale francese di origine egiziana Moustapha Safouan opera, in questo saggio, un'accurata indagine intorno alla questione del potere politico e della scrittura nella cultura araba. L'analisi nasce dalle questioni che si sono poste con la “Guerra dei sei giorni” (1967) e si estende a importanti riflessioni sul problema del terrorismo. Dall'inizio della storia, il potere politico in Medioriente ha sempre tratto legittimità dalla religione. Questo va di pari passo con la sacralizzazione della lingua della scrittura opposta alla lingua vernacolare e quotidiana e, perciò, con la subordinazione della scrittura a fini di prestigio e di sfruttamento. Già lo sceicco 'Al' Abd al-Razek aveva dimostrato che né il Corano, né i detti del Profeta contengono la minima indicazione sui principi di governo; i governanti arabi tuttavia si sono serviti dell'ambiguità dell'espressione "successore del Profeta" per rivendicare il potere assoluto e mettere la religione sotto la ferula dello stato, così come la lingua è stata soggiogata al sistema politico. Ne è risultato un modo di governare che si regge sulla corruzione, sulla repressione e sulla censura incarnata nella suddetta politica della scrittura. Finché lo stato riesce nell'espletamento dei suoi compiti, il regime teocratico pare conforme all'ordine delle cose. Il suo fallimento non dà luogo a una rivoluzione ma a un terrorismo che giunge a contestare la sua legittimità. Questo libro senza compromessi è un appello sia all'uso del vernacolo come lingua di cultura sia alla liberazione dell'islam dal giogo del potere temporale. In questo modo l'autore ritrae un quadro sorprendente dello stato attuale della cultura e della politica nei paesi arabi. Osservatore privilegiato, in quanto di origine egiziana ma di formazione europea, Safouan propone in questo saggio un ragionamento molto colto e accurato, senza mai giungere a posizioni ideologicamente connotate e definitive, ma propone una lettura raffinata della questione araba e della politica, aprendo e arricchendo il dibattito. Il libro, scritto originariamente in lingua araba, è stato tradotto e pubblicato in una prima edizione inglese presso l'editore inglese Blackwell Wiley e in seguito in Francia da Denoël. L'edizione inglese si avvale di un'equipe di traduzione diretta da Colin MacCabe che ha definito questo volume l'opera più importante che ha curato in 30 anni di lavoro come editor per alcune tra le più importanti case editrici di lingua inglese (Macmillan/Palgrave, Blackwell Wiley, British Film Institute). ha partecipato all'evento
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