Quarantasei voci per #iosonoucraina

Poeti, scrittori, saggisti e divulgatori italiani raccontano il loro sentire su invito della Fondazione Pordenonelegge. Ma anche in versi e parole crociate: #iosonoucraina per esprimere un pensiero sul conflitto che strazia l’Ucraina, e lacera l’Europa.

Da oltre un mese il mondo è cambiato: la guerra di Putin che devasta l’Ucraina ha sconvolto la vita di quel popolo e mette in discussione il futuro pacifico delle genti sulla Terra. Non è “solo” una questione di geopolitica, naturalmente: la sofferenza che ogni giorno in presa diretta rimbalza in rete e sui social network, la visione di un Paese allo stremo, e dei suoi abitanti ridotti in condizioni spesso inumane, diventa anche la nostra partecipazione emotiva a un’aggressione che minaccia la democrazia dell’Europa e del mondo. Per questo Fondazione Pordenonelegge ha chiesto alle autrici e autori italiani - donne e uomini di scrittura, di poesia e di pensiero – di raccontare il proprio stato d’animo in rapporto al popolo ucraino. Nasce così #iosonoUcraina, il mosaico di parole, pensieri e rappresentazioni di 46 di voci del nostro tempo: una immedesimazione che è al tempo stesso identificazione solidale al popolo aggredito. Duecento battute, o poco più (riportate più sotto): qualche frase o qualche verso, persino un cruciverba per esprimere il proprio stato d’animo. #iosonoUcraina è diventato patrimonio di tutti noi. Hanno partecipato a #iosonoucraina: Alessandro Bartezzaghi, Marco Belpoliti, Stefano Bordiglioni, Annarita Briganti, Enrico Brizzi, Edmondo Bruti Liberati, Franco Buffoni, Flavio Caroli, Lorenzo Carpanè, Daniele Cassioli, Guido Crainz, Paolo Crepet, Ivan Crico, Maurizio Cucchi, Roberto Deidier, Domenico De Masi, Fulvio Ervas, Michela Fregona, I Gatti Ostinati, Pietro Ichino, Isabella Leardini, Andrea Maggi, Franca Mancinelli, Antonio Moresco, Renzo Paris, Andrea Pau Melis, Umberto Piersanti, Filippomaria Pontani, Teresa Porcella, Nunzio Primavera, Stefano Raimondi, Davide Rondoni, Giovanna Rosadini, Pietro Russo, Alessandra Sarchi, Flavio Santi, Antonella Sbuelz, Cinzia Scaffidi, Antonio Selvatici, Pietro Spirito, Lorenza Stroppa, Nadia Terranova, Annamaria Testa, Carmen Totaro, Ilaria Tuti, Giorgio Vallortigara.



Dare parole al proprio sentire in questo caso non è facile, ma può aiutare chi legge insieme a chi appunta i suoi pensieri: “la paura di una guerra atomica distruttrice dell'intera umanità oggi è tornata”, scrive Renzo Paris. E, osserva Marco Belpoliti, ora l’Ucraina «ci mostra cosa vuol dire pagare un prezzo tremendo per difendere quella “libertà, ch'è sì cara" cantata da Dante». Paolo Crepet commenta: «nessuno vuole la guerra ma costruisce armi e mine anti-uomo, stringe la mano al tiranno, fa affari con paesi dove si viene impiccati per un'idea ...». «Non hanno ascoltato i poeti», scrive Davide Rondoni e Annarita Briganti sottolinea: «siamo tutt* le donne ucraine, le donne, le grandi assenti dal tavolo dei negoziati e infatti, viviamo in un mondo in guerra». Anche Lorenza Stroppa pensa a «le donne ucraine che fanno parte delle nostre vite», e Andrea Maggi scrive: «se sei una donna o un uomo di pace, sai che cos’è la pace. Se vuoi la pace, devi vivere in pace». E Domenico De Masi rincalza: «occorre lottare per la distruzione di tutte le armi atomiche», mentre Pietro Ichino sintetizza: «ciò che si sta forgiando, nella resistenza ucraina, è la nuova Unione Europea». Una guerra, mentre ancora la pandemia si fa sentire sulla terra: «quanto sta succedendo – osserva Antonio Moresco - è tanto più terribile in questo momento, in cui gli umani dovrebbero affratellarsi per fare fronte a una sfida planetaria e di specie mai vista prima, è terribile due volte». Ci sono immagini di questa guerra che tutti abbiamo negli occhi, lo ricorda Franca Mancinelli: «penso a questa guerra, e ho nei miei occhi i tuoi, fissi, senza colore –hai una mano sul ventre di partoriente, distesa su una barella, tra le macerie, fuori dall’ospedale di Mariupol. Forse vive. Poi copri con una mano la bocca: non nascerà». La vicinanza al popolo ucraino «invaso e bombardato, senza se e senza ma - dichiara Guido Crainz - con lo splendido coraggio di Maria Ovsyannikova. Pensando, anche, a Nataljya, vicina a mia madre nei suoi ultimi anni». Pensando anche al «pianto dei bambini evacuati dall’orfanotrofio di Vorzel, alle donne con la fascia bianca al braccio che spingono correndo le carrozzine verso i mezzi della Croce Rossa», ricorda Ilaria Tuti. A «guerra per i civili non è una scelta», aggiunge Nadia Terranova. Maurizio Cucchi lo esprime in versi: «l’orrore ci invade, ci stordisce e io/non lo capisco. Ma cosa sente e capisce/ mi chiedo, chi l’orrore produce?». E Alessandro Bartezzaghi affida alle parole crociate il senso profondo del suo, del nostro sgomento: un cruciverba di trincea dove ‘senzatregua’ include ‘terrore’, ‘morte’ si infila in ‘distruzione’ e ‘lapietàpersa’ va a braccetto con ‘brutalità’.


#iosonoucraina

 

Alessandro Bartezzaghi

Bartezzaghi

 

Marco Belpoliti          
"libertà va cercando, ch'è sì cara", così canta Dante nel primo canto del Purgatorio. Questa parola "libertà" è suonata molte volte negli ultimi 50 anni della nostra storia nazionale, ma forse non conosciamo il significato radicale di cosa comporta. Ora l'Ucraina ci mostra cosa vuol dire pagare un prezzo tremendo per difenderla.

Stefano Bordiglioni
Il DNA degli uomini differisce da quello degli scimpanzè per l'uno per cento circa. Di fronte alle immagini della guerra io penso che sia una stima in eccesso.

Annarita Briganti      
Siamo tutt* Brent Renaud, reporter ucciso in Ucraina, scaricato dalla sua testata da morto perché le vite dei freelance valgono meno. Siamo tutt* le donne ucraine, le donne, le grandi assenti dal tavolo dei negoziati e infatti, viviamo in un mondo in guerra

Enrico Brizzi 
Quando l’incubo della guerra si fa reale, è tempo di rinunciare a precisazioni e pedanterie, per unirsi con voce umana al coro di chi reclama quanto abbiamo di più caro: pace e libertà per tutti.

Edmondo Bruti Liberati
Dopo la guerra di aggressione all’Ucraina, la Russia revoca l’adesione al Consiglio d’Europa e quindi alla Convenzione Europea dei Diritti Umani e alla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo.

Franco Buffoni
Ieri a Mosca Putin ha fatto cancellare al Bolshoi la serata di balletti dedicata a Nureyev. Perché “violava la legge”, voluta da Putin stesso “contro la propaganda omosessualista”, scrivevo su fb il 12 luglio 2017. Questo per dire che non sono stupito. Sono indignato. Spero che i russi si ribellino. E che i cosiddetti sovranisti italiani finalmente si vergognino.

Flavio Caroli  
Si calcola che solo il venti per cento dell'umanità viva in democrazia. Ma per chi sappia che cosa è, nella sua imperfezione, la democrazia, la vita sarebbe (non vorremmo mai dire sarà) troppo avvilente, umiliante, per continuare a esistere in questo mondo.

Lorenzo Carpanè 
“Siamo umani. Niente di ciò che è umano ci è estraneo”. Un inno all’umanità, che ci impone di però capire anche il male e ciò che lo separa dal bene. L’Ucraina oggi è quel confine.

Daniele Cassioli
La violazione della tregua olimpica, in vigore dai 7 giorni prima delle olimpiadi fino alla settimana successiva le paralimpiadi, si aggiunge allo shock di sapere che esseri umani come noi muoiano per mano di altri nostri simili. L’interruzione dei conflitti durante i giochi olimpici era una prassi già dagli antichi greci. Pensate un po’ quanti progressi da allora abbiamo fatto come esseri umani. Ovviamente le spese più alte le pagano i civili, tra cui atleti Russi e Bielorussi, per non parlare di quelli Ucraini che da aspiranti campioni sono diventati in un attimo profughi o soldati della resistenza. Lo sport paralimpico è nato proprio per restituire dignità agli invalidi di guerra, di questo passo rischiamo nel 2050 di avere paralimpiadi più popolate delle omologhe per i normo dotati e la dignità, quella sì, perduta per sempre.

Guido Crainz 
Con il popolo ucraino invaso e bombardato lasciando i se e i ma, in questo caso, a schiavi dell’ideologia privi di etica. Con lo splendido coraggio di Maria Ovsyannikova. Pensando, anche, a Nataljya, vicina a mia madre nei suoi ultimi anni.

Paolo Crepet 
Tutti e nessuno.
Gli idioti fanno la guerra perché non sanno cos'altro fare se non occupare un pezzo di terra in più e chiamarla patria. I ricchi vogliono la guerra perché si guadagna distruggendo e ricostruendo. Gli ignoranti vogliono la guerra perché non sanno che stanno bruciando boschi e biblioteche. I corrotti vogliono la guerra perché nasconde le loro malefatte. I misantropi vogliono la guerra perché non capiscono l'altro. I pedofobi vogliono la guerra perché non inorridiscono a uccidere i bambini. I mafiosi e i camorristi vogliono la guerra perché possono continuare impunemente i loro traffici. Gli indifferenti vogliono la guerra perché non fanno differenza tra fiction e realtà. I cinici vogliono la guerra perché pensano che la casa rasa al suolo sia di un altro.
Nessuno vuole la guerra ma riempie gli arsenali e svuota i granai. Nessuno vuole la guerra ma non disdegna parlarne. Nessuno vuole la guerra ma costruisce armi e mine anti-uomo. Nessuno vuole la guerra ma stringe la mano al tiranno. Nessuno vuole la guerra ma fa affari con paesi dove si viene impiccati per un'idea. Nessuno vuole la guerra ma tollera la violenza. Nessuno vuole la guerra ma uccide la moglie o la compagna per gelosia.

Ivan Crico

GENNAIO NON DI NEVE CADUTA

In memoriam

Mohammed Wasim Moaz, medico pediatra

e a tutti gli operatori di pace in tempo di guerra

 

Ora tutto, tutto è distrutto. Mi esortavano,

- amici, famigliari – ad andarmene. Otto medici

e ventotto infermieri, un solo ambulatorio, pronto

soccorso, terapia intensiva e una sala operatoria

per suturare le vene recise di quella devastata

infanzia sotto assedio.

 

Andarmene, sì. Ma cosa

avrebbero potuto fare, senza di me, questi

bambini? Chi si sarebbe occupato

di loro? Gennaio non di neve

 

caduta dal cielo ma di barili bomba, notte

e giorno gettati dagli aerei. Chiedevo acqua

potabile. Chiedevo disinfettanti, pillole

farmaci. Sono sepolte le mie disperate

richieste sotto cumuli di macerie, architravi

soffitti crollati.

 

Era anche per me giunto

il momento di partire. Partire

per sempre. Non di fuggire

 

Maurizio Cucchi        
L’orrore ci invade, ci stordisce e io
non lo capisco. Ma cosa sente e capisce,
mi chiedo, chi l’orrore produce?!
E noi siamo fermi qui,
nella desolata impotenza del pensiero
e della nostra povera parola.

Domenico De Masi
Tra le tante cose terribili, l’aggressione all’Ucraina ha dimostrato che le testate nucleari, finché esistono, rischiamo di essere usate, distruggendo il pianeta e l’umanità. Occorre lottare per la distruzione di tutte le armi atomiche.

Roberto Deidier
Ci siamo illusi che non sarebbe accaduto di nuovo, dopo i massacri degli anni Novanta. Ci hanno definito la generazione senza guerra, non ho mai compreso se per rinfacciarci o per perdonarci quell’illusione.

Fulvio Ervas  
Le guerre con una ragione, in epoca moderna, sono solo quelle dei popoli che si ribellano al colonialismo e all'imperialismo. Le grandi potenze non hanno alcuna ragione speciale.  E come sempre, nella mia vita politica, sto dalla parte dei popoli bombardati.

Michela Fregona 
Al nono mese di gravidanza una donna non corre. Questa cosa, è la guerra: bombardare fino agli ultimi istanti una vita che non ne metterà al mondo un’altra. Nient’altro.

Gatti ostinati

I Gatti Ostinati per l'Ucraina

Io sono, noi siamo:

Azzurro di cielo

Giallo dei fiori,

Radice, ramo.

 

Io sono, noi siamo:

Memoria della terra,

Popolo in fuga,

Ricordo, richiamo.

 

Canto che non si arresta,

Abbraccio che resiste

E resistendo insegna la pace:

La più umana delle conquiste.

 

Pietro Ichino
Ciò che si sta forgiando, nella resistenza di questo popolo contro l’invasore, non è soltanto l’autocoscienza della nuova nazione Ucraina ma anche quella della nuova Unione Europea. Qui a ovest stiamo scoprendo all’improvviso il privilegio di appartenere al XXI secolo; le posizioni euroscettiche si annichiliscono; si registra l’unanimità su misure che anticipano il processo di integrazione europea sul piano fiscale, della politica estera e militare.

Isabella Leardini      
Questa è la guerra dei bambini che guardano il dolore dei bambini. Vi prego abbassate il volume alla fine del telegiornale; non accettiamo di guardarlo passare, estetizzato come un videoclip, il volto insostenibile del male.

Andrea Maggi
Se sei una donna o un uomo di pace, sai che cos’è la pace. Sai, per esempio, che la pace non si ottiene né con la guerra né con la resa né con la sottomissione. Se vuoi la pace, devi vivere in pace.

Franca Mancinelli     
Penso a questa guerra, e ho nei miei occhi i tuoi, fissi, senza colore –hai una mano sul ventre di partoriente, distesa su una barella, tra le macerie, fuori dall’ospedale di Mariupol. Forse vive. Poi copri con una mano la bocca: non nascerà.

Antonio Moresco
Sono millenni che gli uomini si interrogano sul perché dell’esistenza così pervasiva del male nel mondo, di fronte al quale le religioni e le filosofie si arrampicano sugli specchi. Così hanno costruito divisioni manichee tra bene e male, tra luce e tenebra, tra Dio e il diavolo, che però non spiegano una presenza tanto incombente del dolore, dell’orrore e del male in un mondo e in una materia che la fisica quantistica ci descrive come quasi smaterializzata. Ma allora perché un simile sedimento maligno riesce a prodursi e a perpetuarsi? Da dove proviene, come si sostanzia nelle nostre strutture corporee, mentali e psichiche? E perché questo male risorge continuamente? Perché siamo sempre alle prese con questi demoni e le loro legioni? Viene in mente la celebre profezia di Brecht, dopo la morte di Hitler: “Non rallegratevi, o uomini, della sua morte, poiché sebbene il mondo si levò fermando il bastardo, la puttana che lo partorì è di nuovo in calore”.
Quanto sta succedendo è tanto più terribile in questo momento, in cui gli umani dovrebbero affratellarsi per fare fronte a una sfida planetaria e di specie mai vista prima, è terribile due volte. E l’uomo che ha scatenato a freddo questa carneficina facendoci ripiombare indietro proprio quando avremmo maggiormente bisogno di andare avanti e di ripensare tutto è un criminale due volte: un criminale politico e un criminale di specie. (testo estrapolato dall’articolo del 10 marzo pubblicato su La Stampa)

Renzo Paris   
Lampi sull'Ucraina

Fin da Hiroshima la paura di una guerra atomica distruttrice dell'intera umanità, ha colpito gli europei. Oggi quella paura è tornata. La Cina ha spinto Putin a massacrare l'Ucraina per il suo infernale impero globale. .

Andrea Pau Melis

Sono stato a Odessa, ieri.
Strade alberate, gente di fretta, giochi di bambine, chiacchiere di anziani.
Ho visto Odessa. In tv. Oggi.
Barricate
anziani armati
bambine in fuga
gente assediata.
E spero
spero che domani.
#iosonoucraina

Umberto Piersanti    
Non sopporto chi parla di pace senza distinguere tra l'aggredito e l'aggressore. Bisogna inviare armi che colpiscano chi bombarda dal cielo e i carrarmati che cannoneggiano le città: resistere.

Filippomaria Pontani
La guerra di Troia, il viaggio degli Argonauti: il Mar Nero c’entra sempre. Libertà, pace, democrazia, si difendono prima che tutto precipiti, aiutando i díkaioi e isolando i kakòi.

Teresa Porcella
I passi di chi non può più scappare, le voci di chi non può più gridare, sono misura e senso del cammino e del dolore di chi ancora c’è e chiede a noi di esserci. Dobbiamo stare dentro questa richiesta di umanità, con l’interezza di cui siamo capaci. Dobbiamo.

Nunzio Primavera    
Quando le bombe uccidono una madre col figlio in grembo, vuol dire che la pietà è sovrastata dalla bestialità e che alla ragione è rimasto poco tempo. Dio salvi l’Ucraina e gli uomini dall’insensatezza.

Stefano Raimondi     
“Sono qui distesa. La mia casa, la stanza, l'armadio sono scaraventati fuori nel cielo a pezzi... .ma è il fango che mi fa paura, il fango: quello che esce dalle guerre, quello che sgorga dal tempo rimasto intrappolato dall'odio; quello che resta sui vestiti, tra le macerie e le buche che inghiottono, devastate di vuoto. E’ il fango che mi fa paura: sì! il fango” [sms di Svetlana 14 marzo 2022]

Davide Rondoni        
Non hanno ascoltato i poeti. Dicevano che l'Europa è dall'Atlantico agli Urali. Che non c'è Europa senza due polmoni, occidentale e orientale. Invece loro, i realisti, i banchieri, i politici, quelli intelligenti, non hanno ascoltato i poeti. E hanno portato alla guerra. Loro, gli intelligenti. Azzimati colpevoli di ogni innocente morto. La guerra di Putin è orrenda, sbagliata, criminale. Ma dare la colpa a uno è un gioco da ragazzetti vigliacchi. E vedere che la cultura, invece di comporre, sia usata per dividere -cioè schierata come arma di guerra- fa capire la debole, speculare, attuale, falsa opposizione tra Democrazie e Totalitarismi. E fa capire come mai l'economia del mondo è detenuta - nel generale silenzio dei nostri media- per metà da regimi totalitari.

Giovanna Rosadini    
Anche se mi hai sfigurato la terra, e seminata a piombo
giace nella sua inerzia; se le radici non trovano
alimento per i frutti, e diffidano ormai del ventre
tellurico dove avevano attecchito; se l’aria è di ferro
e l’orizzonte in fiamme, e il mare un pensiero
annegato, un paesaggio dimenticato: io
conto i giorni, e ripasso me stessa a memoria.

 

Russo Pietro
#iosonoucraina perché non posso solo guardare

come un dio non interventista

e sono #Siria #Yemen #Palestina #Somalia

perché da dove parlo non c’è distanza

e se nessuno è al sicuro dove si trova

almeno lo siano queste parole

Flavio Santi   
Immagino Bulgakov a Odessa insieme a Majakovskji, o Gogol' per i campi della sua verde Ucraina con Cechov, ucraini e russi insieme, perché questo insegna la letteratura: pace tra lingue e culture.

Alessandra Sarchi
Sogno che milioni di europei si riversino sulle piazze e nelle strade di Kiev, scudi umani per la libertà, la democrazia, la pace. Milioni per la pace e contro la guerra, ogni guerra.
Se avessimo il coraggio e la forza di farlo, saremmo salvi. Chiedono al papa di andare, ma perché non andiamo noi in milioni e milioni di europei?

Antonella Sbuelz      
La guerra di aggressione in Ucraina è ormai al di là delle nostre reazioni collettive sdegno, strazio, incredulità, solidarietà. Dolore.  Si fa urgente anche ripensare il senso della democrazia in Europa: entità geopolitica indissolubile o collettività umana che si interroga sul principio di autodeterminazione dei popoli e antepone il valore delle vite a quello dei confini?

Antonio Selvatici      
“Operazione militare speciale”: ecco che l’atteso annuncio contiene tutti gli elementi di falsità. Per menzogna non la si è chiamata -guerra di conquista-. L’autocrate esige con il sangue il suo “spazio vitale”, esercitando il suo “diritto naturale” ad espandersi. Si tenta di falsificare la storia con i cingoli dei carri.

Cinzia Scaffidi
Maschi, vecchi e incapaci, toglietevi di torno. Avete già fatto fin troppi disastri. Li avete sempre fatti tutti voi.
Lasciate fare a quelle che stanno partorendo nei seminterrati, lasciate fare a quelle che offrono un tè e un telefono al giovane soldato catturato. Perché chiami sua mamma, le dica che è vivo. Lasciate fare a quelle che mettono sui social le foto dei nemici morti, dei loro passaporti, delle loro piastrine e chiedono un corridoio per far tornare in patria quel che resta dei loro corpi. Perché una madre deve avere almeno una tomba su cui piangere. Perché i loro figli stanno combattendo per la loro terra invasa e, se non potranno riabbracciarli, sperano di poter avere una pietra con su scritto quel nome amato.
Toglietevi di mezzo, davvero. Perché non avete idea. Perché voi l'idea dell'"altro" la dovete imparare, mentre noi ce l'abbiamo scritta nelle potenzialità del nostro corpo.
Lasciate fare ai nostri corpi, appunto. A noi che non li dimentichiamo mai. Quei corpi che non sapete vedere se non in funzione vostra. Quei corpi che continuamente bestemmiate, così come bestemmiate i vostri, perché non ne vedete la sacralità.
È questo che vi consente di mandare ragazzini a uccidere e a farsi uccidere. È questo che vi consente di bombardare edifici civili, ospedali, scuole, luoghi di lavoro. Non vi importa dei corpi. A noi sì. Importa del nostro, che è il tempio in cui siete nati anche voi, maledetti; importa di quello altrui. Di quello delicato dei neonati, da tenere al caldo; di quello irrequieto dei bambini, da calmare e consolare; di quello ingombrante degli uomini, che corrono al fronte e lo offrono alla ferocia di ogni nuova follia; di quello fragile degli anziani, che sentono la paura e non la sanno nascondere e gli anziani che piangono sono dolore senza fine.
I nostri corpi sono in piazza, nei bunker, nelle chiese, negli ospedali, nei giornali, negli schermi, sono in fila davanti ai negozi e alle farmacie. Sono dovunque, ma non ai vostri tavoli negoziali. Lì ci siete solo voi, tronfi e dimentichi di noi. Noi che, intanto, ci vergogniamo per voi, certe che voi non lo farete. Nemmeno questa volta.

Pietro Spirito
Quando, ormai trent’anni fa, misi piede in una zona di guerra, nella Krajina devastata all’inizio dei conflitti balcanici, tra violenza, spari, case distrutte, intimità violate, profughi dagli sguardi impietriti, macerie, lutti, destini spezzati, una sola parola continuò a risuonare in mente senza sosta: desolazione. Oggi come allora risuona ancora, come un rintocco di campana, e avremmo dovuto saperlo.

Lorenza Stroppa       
Per le donne ucraine che fanno parte delle nostre vite. Per un'Europa che sia fratellanza, non solo unione economica. Perché il termine "guerra" ha origini barbare, di un conflitto risolto non in punta di fioretto, ma con cieca violenza.

Nadia Terranova       
La guerra per i civili non è una scelta. Non si può non desiderare solo una cosa: che la guerra finisca e la libertà sia l'unica scelta.  #iosonoucraina

Annamaria Testa      
Siamo spettatori di un’aggressione feroce.
Spettatori, ma non inerti. Condanniamo la violenza disumana. Sosteniamo chi, anche in Russia, lotta per fermarla. Aiutiamo. Accogliamo. Speriamo. Onore e gloria al popolo ucraino.

Carmen Totaro
Una sera ti siedi a tavola e la vita che conosci è finita, è l'incipit di un famoso libro. Casa, una persona, l'amata routine, tutto perduto. Allora scavi qua e là, a caso, tra lacrime e riserve interiori così remote che non credevi fossero le tue.

Ilaria Tuti      
Il pianto dei bambini evacuati dall’orfanotrofio di Vorzel, le donne con la fascia bianca al braccio che spingono correndo le carrozzine verso i mezzi della Croce Rossa sono il pianto dell’umanità e il volto di ogni guerra.

Giorgio Vallortigara  
Penso che la cosa importante è che ciascuno faccia il proprio meglio adesso per l'Ucraina, così che nessuno di noi possa meritare a cose compiute l’invettiva di Pasolini su cosa sia davvero fare il male e peccare: "Quanto bene tu potevi fare! E non l’hai fatto: non c’è stato un peccatore più grande di te".