AUTORI

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z tutti
Drago Jancar
Drago Jančar è scrittore e drammaturgo sloveno tra i più siginificativi. Le sue prime opere sono di grande impegno sociale e sono frutto dell'esistenzialismo. I protagonisti della sua prosa e dei suoi testi teatrali sono disertori e rivoluzionari, dissidenti che per ragioni a loro stessi oscure si invischiano con un potere che non sopporta le diversità; il loro impegno li porta a scontrarsi con le più diverse istituzioni, con integralisti che vogliono trasformarli o finirli. Veliki briljantni valček (Il gran valzer brillante) si svolge in una struttura psichiatrica dove non si sa chi sia davvero pazzo – se il protagonista, che viene indotto a credersi un rivoluzionario polacco ai tempi di Chopin, oppure i dirigenti e il personale della clinica. All'epoca in cui l'opera fu scritta, trattava dello sgretolamento del potere. In Dedalus, Jančar dà forma a materiale mitologico e narra di un carcerato politico del periodo anteguerra, il quale, dopo la rivoluzione, grazie alle proprie esperienze aiuta a costruire una prigione in cui si ritrova egli stesso dopo essere entrato in conflitto con il potere. Nelle opere teatrali e in prosa Jančar prende spesso a prestito storie dalla Storia che lui mette in costante corrispondenza con la letteratura. Klementov padec (La caduta di Klement) è un dramma esistenziale su un filosofo alpinista scomodo/di spicco che ha sostenuto un individualismo selvaggio, variante del superomismo niciano, e l'individuale esposizione al rischio 'perchè soltanto in prossimità della morte si vive davvero'. Zalezujoč Godota (L'inseguitore di Godot) parafrasa Beckett, ma anziché i due vagabondi che incarnano i Pensieri di Pascal in modo tragicomico, qui troviamo due agenti segreti sprofondati nel degrado morale. L'istinto da segugi e l'inerzia li portano ad inseguire in maniera quasi umoristico un nemico dello stato, senza essere troppo convinti se questi esista davvero o se si tratti soltanto di una loro invenzione. Nelle opere dell'ultimo periodo Jančar rielabora in forme tragicomiche i temi degli errori della transizione, dei tycoon - magnati della finanza giunti alla ricchezza derubando i beni collettivi con l'aiuto di padrini politici; Lahka konjenica (Cavalleria leggera) ne è un esempio. Niha ura tiha (Oscilla silenzioso il pendolo è invece una serie di scene che denunciano la frammentazione del mondo, il passaggio di potere, il misurarsi con il capitale, la progressiva perdita di valori sostituiti dalla pragmaticità universale.