Massimo Cirri a Roveredo in Piano

Appuntamento con la storia: quella “privata” e personale, che in punta di piedi e in filigrana si intreccia alla storia pubblica di un leader politico. La storia di Aldo Togliatti, figlio del “Migliore”, il leader comunista Palmiro Togliatti, è rimasta pressoche’ invisibile e sconosciuta fino ad oggi: l’ha indagata e raccontata Massimo Cirri, autore e psicologo, storico conduttore di Caterpillar su Radio2 Rai.

Il suo libro “Un’altra parte del mondo” è uscito per Feltrinelli lo scorso maggio e martedi’ 12 luglio, a Roveredo in Piano in largo Indri alle 21, sarà al centro dell’incontro conclusivo di “Una sera d’estate, incontrando gli autori”, il cartellone promosso dall’Amministrazione Comunale con il contributo della Provincia di Pordenone, a cura della Fondazione Pordenonelegge.it Massimo Cirri sara’ introdotto dal Direttore artistico di pordenonelegge Gian Mario Villalta. L’ingresso e’ libero fino ad esaurimento dei posti, info 0434.1573100 [email protected]



“Li avete presenti i funerali di Togliatti? Io c’ero, in seconda fila, con la mamma. È l’ultima volta che mi avete visto.” La storia di Aldo Togliatti è fatta di solitudine, timidezza e gentile follia. La storia di un uomo che non ha lasciato memoria in un mondo pieno di memoria. Lo chiamano Aldino, anche quando è un uomo adulto. Dal 1926 al 1944 ha vissuto in Russia e ha frequentato la scuola di Ivanovo, destinata ai figli dei dirigenti di tutti i partiti comunisti del mondo. Dopo i funerali del padre, Aldo scompare. Sappiamo che ha già avuto problemi di salute mentale e che vive con la madre, a Torino. Tra lui e la madre, Rita Montagnana, immaginiamo una stretta vicinanza, come in tante vicende di vite che non riescono a distendersi e si aggrovigliano intorno a un genitore. Una volta lo trovano a Civitavecchia, sul molo. Sembra un barbone, vuole salire su una nave, partire. Più tardi succede ancora, a Le Havre. Aldo sembra spiare, in fondo all’orizzonte, un’altra parte del mondo. Per la seconda volta viene riportato a casa. Più tardi lo ritroviamo in una casa di cura privata, villa Igea, a Modena, dove resta per 31 anni, fino alla morte nel 2011 a 86 anni. In clinica, per via di quel cognome pesante, è menzionato solo come “il signor Aldo”. È un paziente mite: legge romanzi in francese e in russo, compila la “Settimana Enigmistica” che gli porta un militante del Pci, Onelio Pini, insieme alle sigarette Stop. Nell’89 è quest’ultimo a dovergli dire che l’Unione Sovietica non c’è più. E Aldo dice: “Non ci credo”. Chi è stato Aldo Togliatti? Massimo Cirri prova a rispondere secondo una strategia narrativa che assorbe voci, stralci di notizie, documenti, e trasforma l’indagine in una somma di ipotesi, in un tracciato esistenziale che è quello di Aldo ma anche quello di una grande stagione della storia europea. Stiamo accanto ad Aldino come a un fratello, eternamente minore, come a un fratello sconfitto, come a un fratello assente. Un fratello che ci chiama a contemplare i grandi disegni del mondo dal suo restare sempre silenziosamente indietro. E questo indietro si illumina e ci fa eredi e testimoni.