Dialogo del passato e del presente

Dal nuovo libro di Tommaso Cerno, “A noi!” e dal nuovo album di Remo Anzovino, “L’alba dei tram”, un’intensa serata a Pordenone, martedì 22 dicembre (Galleria d’arte moderna e contemporanea "A. Pizzinato", ore 20.45).

Un attento osservatore e testimone del nostro tempo, per deformazione professionale immerso nell’attualità ma proiettato anche nel confronto critico con la storia e i trascorsi del Paese; un musicista e compositore fra i più originali e visionari della scena contemporanea, capace di mettere in relazione, e in musica, i luoghi e le persone, sospesi fra presente e passato, fra voce e memoria. Sono il giornalista e scrittore Tommaso Cerno, direttore del Messaggero Veneto e fresco autore di “A noi!” (Rizzoli) e il pianista Remo Anzovino, del quale è uscito il concept album “L’alba dei tram” dedicato a Pier Paolo Pasolini, nei quarant’anni dalla scomparsa.  Nota per nota, parola per parola, Cerno e Anzovino si incontreranno e confronteranno in un Dialogo del presente e del passato martedì 22 dicembre, a Pordenone, nella Galleria d’Arte Contemporanea "A. Pizzinato" (ore 20.45). Un incontro propiziato da Fondazione Pordenonelegge.it in collaborazione con il Comune di Pordenone e l’associazione Amici di Parco. Ingresso libero e aperto alla città, fino a esaurimento posti.



A noi!” il nuovo saggio di Tommaso Cerno, basato su un’accurata ricerca storica ma raccontato con ritmo battente, è un’acuta e originalissima lettura della nostra Storia e del nostro presente. Per capire chi siamo stati, chi ci ha governato e ci governa. E soprattutto chi siamo, noi italiani. “L’alba dei tram” è il progetto discografico in omaggio a Pasolini ideato due anni fa da Remo Anzovino, che nella sua scrittura ha molto attinto dall’immaginario pasoliniano. L’idea era nata sull’impulso emotivo di una visita notturna all’Idroscalo di Ostia, nel posto in cui Pasolini fu assassinato. Anzovino ha sempre creduto infatti che i luoghi dove sono accaduti fatti importanti per la storia del nostro Paese avessero un suono particolare e ben definito, come per la sua celeberrima 9 ottobre 1963 (Suite for Vajont).

Il ricordo delle persone, dei fatti e delle trame in cui è avvinta la storia recente e attuale del nostro Paese sarà motore e scintilla per l’incontro pubblico fra Cerno e Anzovino. Pier Paolo Pasolini è nome che in sé evoca e incarna la capacità critica e profetica di guardare al proprio tempo e a quello che verrà. Nel segno del geniale autore, regista e pensatore di Casarsa, il dialogo di Pordenone offrirà l’occasione per tentare di ricostruire un puzzle della nostra identità di uomini e cittadini: scavando nella storia, nei fatti e comportamenti, nei modi di essere e nei pregiudizi. L’ombra lunga di una parola che da novant’anni in qua mai è passata di moda - “fascismo” -  diventerà detonatore linguistico per riflettere sull’Italia di oggi e scandagliarne figure carismatiche, scelte politiche e fenomeni sociali che mostrano una matrice comune con l’era del Duce. Attento al lato visceralmente popolare di Pasolini è d’altra parte l’ultimo lavoro di Remo Anzovino: alla base de “L’alba dei tram” c’è l’emozione, c’è un senso di desolazione e, ingiustizia, c’è la tensione creativa a lenire la rabbia con una musica in forma di preghiera. Completata la musica per voce, pianoforte, viola solista e orchestra d’archi, Anzovino l’ha condivisa con Giuliano Sangiorgi dei Negramaro che ha scritto versi, bellissimi, semplici e soprattutto universali e antididascalici. Anzovino e Sangiorgi hanno poi trovato in Mauro Ermanno Giovanardi, fresco del Premio Tenco 2015 quale Miglior Album Assoluto Italiano, la voce più credibile e intensa. Giovanardi si è fatto interprete della canzone per Pasolini, facendola propria e rendendola unica.