Pnlegge: la cultura vale e produce!

Sono stati recentemente presentati i risultati dell’indagine curata dal prof. Guido Guerzoni dell’Università Bocconi di Milano sugli effetti sociali ed economici di pordenonelegge. Ne emerge un quadro estremamente positivo che fa del festival pordenonese un’azienda culturale di straordinaria efficacia.

Un’azienda culturale di straordinaria efficacia, capace di invertire negli anni duri della crisi lo stallo spesso soffocante dell’economia, a tutto beneficio del territorio e degli stessi enti pubblici che l’hanno sostenuta: pordenonelegge si conferma evento ad altissimo impatto economico, come certificato dal Rapporto sugli effetti socioeconomici avviato per iniziativa della Fondazione Pordenonelegge.it - che nel 2014 per il primo anno ha ufficialmente promosso la Festa del Libro con gli Autori -  coordinato dall’esperto Guido Guerzoni dell’Università Bocconi di Milano. Nella sola edizione 2014 la spesa diretta dei visitatori di pordenonelegge ha determinato un impatto pari a € 3.218.720, che si sono riverberati in un benefico indotto per bar e ristoranti cittadini (sui quali è ricaduto circa 1/3 del valore complessivo), sugli alberghi del territorio (€ 482.000), sui gestori di trasporti carburanti e parcheggi (€423.000), ma anche su chi produce e gestisce cultura: quasi 700.000 € sono stati infatti spesi dal pubblico del festival – quello composto da escursionisti e turisti di fuori città -  in biglietti per mostre e musei ed altri prodotti e servizi culturali.



Attraverso l’analisi di oltre un migliaio di questionari di 45 quesiti, somministrati nei 5 giorni di pordenonelegge 2014, associata ai dati ufficiali di bilancio, logistica, allestimento, organizzazione e promozione del festival, il team di ricerca del prof. Guerzoni ha verificato il dettaglio di impatto economico, occupazionale, fiscale e sociale del festival, stimando con precisione la portata della sua accountability, in rapporto sia all’uso delle risorse pubbliche che al reimpiego in funzione sociale di quelle private. Va innanzitutto rimarcato che l’edizione 2014 ha visto pordenonelegge in pole position fra i festival capaci di autofinanziarsi: la quota legata al fundraising privato è pari infatti al 40,4% del bilancio complessivo, con un balzo avanti notevole rispetto alle passate edizioni. Il budget totale di € 868.612 è quindi ripartito fra i contributi pubblici (€ 297.000 pubblici), quelli della Camera di Commercio (€ 220.00) e il rimanente a sostegno privato.  Una felice vocazione all’‘imprenditoria culturale’ che trova riscontro, a beneficio del territorio, nel dettaglio della spesa media giornaliera pro capite, riferita al pubblico di turisti/visitatori/escursionisti provenienti da fuori città: pari a € 49,2 per gli spettatori affluiti in giornata, a € 86,8 per quelli che hanno pernottato da amici e parenti, a € 150,5 per chi ha soggiornato in B&b ed agriturismo, infine a € 171,8 per chi ha scelto l’albergo, a 3,4 o 5 stelle. Va da sé che, ad ulteriore ricaduta sulla città e il territorio, la Fondazione Pordenonelegge.it ha speso buona parte del suo bilancio (€ 659.651) nella provincia di Pordenone, con una ricaduta ulteriore di € 36.480 entro il Friuli Venezia Giulia. E l’analisi dell’impatto economico complessivo di pordenonelegge si attesta per l’anno 2014 a un dato di eccezionale rilevanza: quello di oltre sei milioni, per la precisione € 6.316.370, con un moltiplicatore complessivo pari a 7,27Ciò significa che per ogni euro investito sul festival ne sono ritornati, nella provincia di Pordenone, altri 7,27. Una ‘redditività’ altissima per analoghi eventi italiani, superiore a quella del Rossini Opera festival e pari a quella Festival della Mente di Sarzana. Altissimo anche l’impatto ‘fiscale’: si stima che più di 418.432 € siano entrati nelle casse della  Regione Fvg fra Iva, accise ritenute e altre voci di natura fiscale: da parte della sola organizzazione per una quota di € 114.432 e da parte dei visitatori per un importo di € 304.000. Nelle casse degli enti pubblici regionali, dunque, è rientrata  una quota largamente superiore rispetto a quanto hanno direttamente investito su pordenonelegge in termini di contributo. E a questi dati si somma il fattore occupazionale, con l’equivalente di 46 unità impegnate a tempo pieno per il festival nel 2014.

«Ma lo studio non è solo fatto di numeri  - spiega il presidente della Fondazione Pordenonelegge.it Giovanni Pavan, alla guida della CCIAA Pordenone – Il Rapporto ha messo in luce anche l’altra anima di pordenonelegge: il lavoro corale, frutto di idee, legami, sinergie e scambi virtuosi. Le connessioni che si alimentano fra persone e vivificano il territorio, coinvolgendo intorno all’evento le energie creative, associative e imprenditoriali, impegnando risorse economiche e umane per un interesse comune. Ne è una riprova il dato sulla percezione sociale: per il 69% degli intervistati pordenonelegge ha cambiato la percezione sulla città e modo di viverla, e l’88,5% evidenzia con orgoglio quanto la propria città ha saputo costruire. Anche i visitatori di fuori Pordenone hanno dichiarato, con percentuale di oltre il 75%, che pordenonelegge ha esercitato un effetto positivo sul proprio arricchimento culturale e sul modo di guardare alla città».

La ricerca sul ‘caso pordenonelegge’ è illuminante sotto vari aspetti e ha un valore importante di primogenitura - dichiara lo studioso Guido Guerzoni - per la prima volta, infatti, un festival rileva l’impatto fiscale sul territorio e dimostra che le ricadute per gli enti sostenitori sono nettamente superiori ai contributi stanziati per l’evento. Altrettanto rilevante è la capacità dimostrata da Pordenonelegge di raccogliere il 40% del suo budget attraverso fundraising e risorse del privato. Elementi che vanno poi contestualizzati nell’impatto sociale notevolissimo: la città dimostra di aver decisamente cambiato il modo di percepire e vivere Pordenone grazie a questo festival».

«La 15^ edizione di pordenonelegge, dal 17 al 21 settembre 2014 – ricordano il direttore artistico Gian Mario Villalta con i curatori Alberto Garlini e Valentina Gasparet - aveva registrato 130mila presenze in cinque giorni, coinvolgendo 363 grandi protagonisti della scena letteraria internazionale in 250 eventi, proposti in 30 diverse location del centro storico cittadino. Altrettanto rilevante era stato l’impatto in rete, con ben 19.000 app scaricate solo per l’edizione 2014, e con 45.175 visite sul sito web in soli cinque giorni».  Del tutto peculiare il riscontro anagrafico legato al pubblico di pordenonelegge: under 35 anni oltre un terzo dei visitatori, in netta controtendenza rispetto agli altri festival di approfondimento culturale. Ed è rilevante la percentuale degli spettatori provenienti da tutta Italia: il 25,6% del pubblico arriva da fuori Friuli Venezia Giulia, quindi uno spettatore su quattro. Il pubblico di Pordenonelegge è anche ben fidelizzato: l’84% dei visitatori ha già partecipato al Festival in passato, con una media di frequentazione elevata, pari ad almeno 6 edizioni precedenti. E’ un pubblico in prevalenza femminile, con un dato del 69% in linea rispetto ad altri eventi culturali in Italia. Ed è soprattutto un pubblico dell’alta fascia di istruzione: addirittura l’85% degli spettatori è laureato o diplomato. Il 24% è composto da studenti contro il 10% di pensionati. Il 33% ha un lavoro dipendente, il 13,1% è composto da insegnanti. Si tratta anche di un pubblico disposto a entrare nell’evento e nel suo Dna: il 72% ha acquistato almeno un libro e ben il 37% da 2 a 4 libri in occasione dell’edizione 2014. Il 26% degli spettatori ha deciso di iscriversi agli “Amici di pordenonelegge” e il 22% ha acquistato alcuni dei gadget proposti. Last but non least, il grado di soddisfazione espresso dal pubblico è stato molto alto, 8,5 in una scala da 1 a 10.


ALLEGATI

Sintesi studio su "Pordenonelegge: analisi dell'impatto economico e sociale" (52 pagine) »