Edizione 2005
“Tutto iniziò con il primo narratore della tribù”, ha scritto Italo Calvino, raccontando miticamente la nascita della letteratura.
Probabilmente era uno stregone e, se dobbiamo immaginarlo, possiamo pensarlo proprio come il cliché dello sciamano, con le piume colorate in testa, la pelle di leopardo e un osso di mammut come talismano segreto. Il nostro stregone non aveva molte parole a disposizione: forse giaguaro, forse coyote o tucano, forse fratello sorella, zio moglie. Ma aveva molta buona volontà. Mentre i suoi amici primitivi scambiavano suoni inarticolati, lui cominciò a proferire parole non perché gli altri rispondessero ma per disegnare spiegazioni del mondo dall’arabesco di ogni racconto possibile.
Da allora, le cose non sono cambiate molto. C’è ancora la magia delle storie e c’è il mondo là fuori che chiede di essere narrato. E c’è una festa che porta scrittori, filosofi e attori a provare ancora una volta ad addentrarsi in un incantesimo che non finisce. In settembre, a Pordenone, nei palazzi più prestigiosi del centro storico, nelle sale di teatro, nelle piazze, sotto i portici del corso, per festeggiare insieme il piacere più sottile e duraturo che ci sia.

















