Il progetto Dopo un boom negli anni novanta, da qualche tempo non di parla più delle scuole di scrittura creative italiane. E proprio nel momento in cui funzionano meglio e hanno affinato esperienze importanti. Pordenonelegge.it vuole raccontare quello che succede in alcune scuole di scrittura creativa, pubblicando i racconti degli studenti e brevi presentazioni dei diversi corsi. Per scoprire come nascono talenti, e come si allena una passione  Dalla scuola Holden di Torino
Al posto di Gonzalo Era il pomeriggio di un sabato di Marzo e, come accadeva oramai da diversi anni in quel periodo, mi stavo posizionando di fronte al televisore per gustarmi con gli amici la partita di rugby dell’Italia. Come sempre ero preso da un fremito sottopelle e anche un po’ infantile nell’attesa che il match iniziasse. Avevo in mano la mia gazzosa e al fianco una bella terrina stracolma di pop-corn.
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Dalla scuola Holden di Torino
Alafolì / Padutù Francesca Zupin Giacomo iniziò ad interessarsi al profumo dei fiori quando spuntarono le prime margherite sul cumulo di terra con cui avevano ricoperto la carcassa del suo gatto Bart, in giardino. Era riuscito a cogliere in quell’aroma di miele il retrogusto della sua tristezza, il ricordo miagolante di Bart e la consapevolezza di quello che a scuola gli avevano spiegato essere “il ciclo della vita”. 

E basta e viceversa Francesco d'Amore “Ma che vuol dire?” mi chiese Margherita, scacciando le mosche che ci ronzavano intorno. “Niente Marghe, volevo solo stare un po’ qui con te, che male c’è?” Io ero seduto su un secchio rovesciato e lei era di fronte a me nella capanna di lamiere che avevo costruito. Il sole era acceccante, filtrava dalle fessure e mi arrivava dritto negli occhi e io dovevo difendermi dalla luce con le mani per guardare Margherita in faccia, il ché mi faceva incazzare, perché guardarle la faccia era l’unica cosa che volevo fare davvero.


| Scuola Holden di Torino |
 

Dalla scuola di scrittura Barnabooth di Lucca
La rotatoria Alessandro Biagetti C’è un gatto. Pelo fulvo. Ma i colori dominanti in quel quadretto pomeridiano sono altri. Il giallo paglierino delle sterpaglie fritte al sole di fine luglio. L’arancione dei giubbetti degli operai che stanno lavorando alla rotatoria laggiù in fondo, quella per salire a Montescudaio. Il grigio rovente dell’asfalto, il verde dei pini ai lati della strada. Il tutto reso più opaco dalla polvere e dall’afa.  

Dalla scuola di scrittura di Lignano di Alberto Garlini
All’ombra delle fanciulle in... passerella Olga Cossaro Vestita con un tubino di lino azzurro, eleganti sandali con laccetti neri e tacco alto, Lavinia cammina adagio; i suoi passi risuonano attutiti sulla corsia di moquette verde che ricopre il pontile di Terrazza a Mare. E’ giovane Lavinia, ma forse non abbastanza, anche se dimostra meno dei suoi 25 anni, e quella bianca conchiglia sull’acqua l’ha sempre vista così. Le è difficile immaginare, come ha letto da qualche parte, che uno dei punti più caratteristici di Lignano sia stato concepito, settant’anni fa, come stabilimento in legno da sistemare sul Danubio e poi ceduto dall’Austria all’Italia in conto riparazioni di guerra....  

Dai Corsi di scrittura creativa al teatro Litta di Laura Lepri
Ologrammi Lorena Bari Sei bustine di tè verde Twinings, un tubetto di dentifricio Az15, un barattolo di schiuma da barba Squibb, una scatola di salvaslip da 30 Carefree, una confezione da 400 grammi di pelati Cirio. La Repubblica e il Sole 24 ore di domenica. Vaschette in plastica trasparente che avevano contenuto zucchine, peperoni rossi e gialli, mele Fuji, kiwi. Un prelievo bancomat da 500 euro, un acquisto con carta di credito da Vergelio per 350 euro, lo scontrino di una spesa all’Esselunga per 187 euro. Questa era la famiglia Piezzi nel sacco nero di un lunedì mattina... 

| Corsi di scrittura creativa al Teatro Litta
di Laura Lepri |
 

Dalla Scuola di scrittura creativa di Mogliano Veneto di Paolo Ruffilli
Nell'ombra Franca Chiletti Sfregava i piatti sporchi tra la schiuma, con la spugna verde al ritmo di respiri, profondi e regolari. L’aria era calda, piena di umidità. Bianca sbuffò, ma non per questo. Lei e i suoi figli erano in Ghana già da quattro mesi e ancora non avevano messo il naso fuori casa, se non per scuola e spesa. Tante cose avrebbe voluto vedere in quel mondo così diverso. Grandi alberi e foreste. Villaggi sperduti e strade rosse nella savana. Gente e colori. Ma il sabato era giorno di lavoro, per Alberto. E la domenica giornata di riposo, scandita dal bussare dei colleghi per un problema, o un altro, non risolto. 

| Scuola di Scrittura Creativa di Mogliano
di Paolo Ruffilli |

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