Palazzo Badini
Verde cortina
Sabato
19 Settembre 2015
ore 10:30

incontro con Matteo Tacconi e Ignacio Maria Coccia. Presenta Giuseppe Ragogna

PRENOTAZIONI PER LE SCUOLE SUPERIORI DALLE ORE 8.00 DI MARTEDÌ 1 SETTEMBRE ALLE ORE 18.00 DI LUNEDÌ 14 SETTEMBRE

Cosa rimane oggi della cortina di ferro che per quarant’anni ha diviso in due l’Europa, “da Stettino a Trieste” come nel famoso discorso di Winston Churchill, a 25 anni dalla caduta del muro? “Lungo questo tracciato, che si snoda per circa 2000 chilometri, sorgevano reticolati, dogane e torri d’avvistamento – spiega Matteo Tacconi – C’erano gendarmi, armati, che sorvegliavano il confine. Oggi, a cavallo tra confini spazzati via dalla storia (quello tra le due Germanie) e altri che resistono, ma sono divenuti aperti, c’è una spina dorsale di parchi, riserve e aree protette. Una «cortina verde». L’origine di questa striscia ecologica risiede nel fatto che nel corso della Guerra fredda nessuno costruiva, lungo la frontiera. Né da una parte, né dall’altra. È così che la natura, essendo la mano dell’uomo impegnata altrove, ha potuto prosperare, dando vita a uno dei più suggestivi paradossi dell’Europa: la nascita involontaria di un’oasi ecologica, sviluppatasi in anni di serrato confronto politico, sociale, economico, culturale e militare”. Il giornalista Matteo Tacconi e il fotografo Ignacio Maria Coccia, intervistati da Giuseppe Ragogna, raccontano a pordenonelegge il loro viaggio in quei luoghi, trasformatosi prima in un sito web, che raccoglie gli articoli e le foto apparsi su Huffington Post e Radio Radicale, e oggi in un libro.

LUOGO
Palazzo Badini
Via Mazzini 2
33170 Pordenone
 

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