edizione 2014

Cinque giorni di ricreazione

Non stare fermi, non tornare indietro. Nel difficile passaggio epocale che stiamo attraversando, pare che siano queste le regole obbligate per i nostri passi. E poi, da lontano, dai grandi miti fondanti della civiltà alla quale ancora crediamo di appartenere, viene un'altra figura, quella di chi deve procedere senza voltarsi, camminare diritto fino alla nuova realtà promessa senza mai guardare indietro.
Quest'ultima ipotesi sembra l'unica risposta a un presente che soffoca sotto la minaccia di un mutamento radicale (di forme di produzione, di vita, di cultura) che però tarda a manifestarsi, invitandoci a procedere oltre, fino a quando ci si troverà sotto un cielo nuovo. Dobbiamo rilevare però quanto i miti ammoniscono: nessuno ce la fa, nessuno riesce a salvare se stesso, il suo amore, la vita che ha avuto, perché qualcun altro (l'amore e la vita) rimane nella tenebra o si trasforma in una statua di sale.
Tra la necessità di “non voltarsi indietro” e il bisogno di farlo, tra il dovere di non lasciare indietro nessuno e l'obbligo di andare avanti e non fermarsi, si può inventare un tempo e un luogo per una “ricreazione”. Dal 17 al 21 settembre c'è pordenonelegge, dove incontrarsi, ascoltare, confrontare i discorsi e le emozioni, le esperienze che indicano le molte vie che il presente suggerisce o contesta. Un tempo e un luogo dove fioriscono insieme le narrazioni del presente, le parole e le testimonianze che formano, per ognuno, la difficile mappa sulla quale orientarsi per l'oggi e per il domani. Per questa mappa non c'è navigatore satellitare che possa guidarci con la sua voce petulante, ma dobbiamo farci bastare l'attenzione, il giudizio, l'esperienza.
E un'esperienza memorabile sarà percorrere le cinque giornate che dispiegano nel tempo un unico disegno. Come la pannocchia di granoturco che fa da immagine-guida del festival è una sola, ma contiene in sé, in una stessa forma, l'alimento e la possibilità di dare molti altri frutti, così auspichiamo fecondi e nutrienti questi cinque giorni di ricreazione.

I curatori
Alberto Garlini, Valentina Gasparet, Gian Mario Villalta

5
giorni
363
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250
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